Disabile derubato delle capre nel Vibonese, il sindaco di Capistrano promuove una colletta per ricomprarle

Il primo cittadino Marco Martino: “Giusto aiutare una persona in difficoltà”. La nipote della vittima: “Una vergogna quello che ha dovuto subire mio zio”

Il gregge di pecore era il suo unico mezzo di sostentamento. Il fatto che glielo hanno rubato l’ha gettato nella disperazione. La vicenda del pastore Vincenzo Ceniti, 54enne diversamente abile, ha commosso la comunità al punto da spingere il sindaco Marco Martino  a promuovere una colletta nel paese per ricomprare gli animali.




L’appello del sindaco Martino. “Vincenzo – afferma Martino – è una persona di una sensibilità unica e pertanto deve essere non lasciato solo. Comprendo benissimo che questo furto lo segnerà terribilmente per la vita. La comunità non può rimanere immobile, bisogna anzi reagire e restituire la giusta felicità a Vincenzo Ceniti. Ecco perché ho deciso di indire una pubblica colletta di offerta libera con la quale poter offrire al nostro concittadino un aiuto economico per l’acquisto di nuovi capi che possano ridare speranza e fiducia alla sua passione prediletta. La colletta per l’acquisto dei nuovi animali sarà depositata presso gli uffici comunali, dove chiunque si recherà riceverà la ricevuta cartacea dell’ importo offerto liberamente per perorare la causa di tale iniziativa. Alla fine della colletta con durata di 40 giorni , la somma sarà consegnata a Vincenzo per l’acquisto di nuovi caprini. Spero e confido molto nel buon cuore dei capistranesi che sono sicuro sapranno dimostrarsi ancora una volta cittadini magnifici quali sono”.

La famiglia ringrazia. A stretto giro i ringraziamenti della nipote della sfortunata vittima del furto: “Grazie Marco Martino per la tua tempestività nel cercare di risolvere i problemi dei tuoi cittadini. Tutti conoscono mio zio e tutti sanno benissimo i sacrifici che ha fatto e che continua a fare per impiegare il suo tempo con umiltà. In quanto all’accaduto, spero solo che quei “signori” un giorno possano subire lo stesso trattamento che hanno riservato ad una persona che non ha mai fatto del male a nessuno. Purtroppo non a tutti piace lavorare, non a tutti piace prendere le valigie e lasciare i propri cari per andare chissà dove alla ricerca di un lavoro. Diciamo che per questi “signori” è molto più semplice rubare e ferire le persone umili e ancor peggio diversamente abili. Da lontano ringrazio ancora te sindaco Marco Martino e tutta la cittadinanza (ho letto e saputo) indignata per quello che ha dovuto subire mio zio”.

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