“Fai silenzio ca parrasti assai”, Marisa Manzini tra gli studenti per parlare di ‘ndrangheta

Al centro del libro di Marisa Manzini le storie di uomini e donne, nei diversi ruoli di collaboratori e testimoni di giustizia che il magistrato ha incontrato durante lo svolgimento della propria professione

Un incontro per i ragazzi e per sensibilizzarli al fenomeno ‘ndrangheta spesso negato e rinnegato dal territorio che invece ne è culla. Madre omertosa, la Calabria, di un fenomeno ormai divenuto nazionale: la ‘ndrangheta. Per sensibilizzare le giovani generazioni, l’istituto Majorana di Girifalco ha deciso di ospitare la presentazione del testo “Fai silenzio ca parrasti assai” di Marisa Manzini. L’incontro, fortemente voluto dal dirigente scolastico, Tommaso Cristofaro, è stato moderato dall’avvocato Raffaele Palaia che ha fornito degli spunti dai quali sono scaturite delle domande da parte degli studenti.

Presente all’incontro anche il comandante della Compagnia di Girifalco, Felice Bucalo, che è intervenuto inizialmente invitando i ragazzi a leggere il testo.  Al centro del libro di Marisa Manzini le storie di uomini e donne, nei diversi ruoli di collaboratori e testimoni di giustizia che il magistrato ha incontrato durante lo svolgimento della propria professione alla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, con competenza territoriale sulla provincia Vibonese. È proprio Vibo Valentia il cuore del libro. Un territorio dal paesaggio splendido e dalla storia antichissima che cela dentro di sè la terribile mano della ndrangheta .

La ‘ndrangheta che spara chiunque : innocente o colpevole; la stessa che pensa di poter “soggiogare” il territorio anche da dietro le sbarre. È proprio un episodio svoltosi in un’aula del tribunale di Vibo ad aver dato titolo al testo, così come la stessa autrice ricorda: ” stavo svolgendo il mio ruolo di pubblico ministero al processo che vedeva imputati diversi componenti della famiglia Mancuso, quando Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”, in videoconferenza poiché sottoposto a regime di carcere duro, iniziò a rivolgere a me, ma con l’intento di far arrivare quel messaggio all’intera cittadinanza la frase che ha dato titolo al libro Fai silenzio ca parrasti assai” Marisa Manzini si è poi focalizzata su alcune figure , trattate proprio nelle pagine del libro, presentate dall’avvocato Palaia , in particolare su Gerardo D’Urzo: ” l’unico vero pentito conosciuto dalla sottoscritta” ha detto Marisa Manzini e sulla figura di Nello Ruello, testimone di giustizia.

Uno spazio importante è stato poi riservato anche ad alcune donne: donne di ndrangheta, donne coraggio, donne vittime. Tutte storie vere di una Calabria che spesso gli stessi calabresi fingono di non conoscere.