Concorsi al Comune di Vibo, retromarcia degli uffici anche nella selezione riservata ai disabili

L’ente ha dovuto pubblicare nei giorni scorsi una determina con il nuovo bando. La questione era approdata in Consiglio, su input del consigliere Giuseppe Policaro, ma non era mai stata affrontata perchè le sedute erano andate deserte

Concorsi ancora sotto la lente d’ingrandimento a palazzo “Luigi Razza”. Dopo il polverone estivo che ha portato all’annullamento di ben due selezioni, quelle per i vigili urbani e per gli assistenti sociali, quest’ultima riavviata, la burocrazia di palazzo Luigi Razza non sembra aver fatto significativi “progressi”. E i soliti errori materiali si sono puntualmente ripresentati nel bando delle selezioni per l’assunzione di due posti – uno da istruttore direttivo da assegnare ai servizi contabili, l’altro da istruttore direttivo tecnico – entrambi riservati ai disabili sulla base dell’articolo 1 della legge 68/1999.




L’Ente si è visto costretto, in entrambe le circostanze, a ripubblicare una nuova determina del bando di concorso annullando le precedenti (la n. 1029/2018 e la n. 1030/2018). Le ragioni? Non dissimili da quelle che hanno provocato un piccolo tsunami a cavallo dell’estate. In primis, avrebbero dovuto essere contemplati nei precedenti bandi gli avvisi di mobilità obbligatoria e volontaria; in secondo luogo, sarebbe stato necessario individuare un termine di 30 giorni a decorrere dalla pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta ufficiale. In terza istanza, non venivano neppure specificate, le categorie di disabili destinatarie del bando. Con la nuova pubblicazione, pertanto, vi sarà una riapertura dei termini per tutti i concorrenti. Insomma, un modo per tagliare la testa al toro e ripartire daccapo perdendo tempo rispetto ad assunzioni che servono anzitutto a garantire dei servizi essenziali al cittadino.

Tali questioni, peraltro, erano approdate anche in Consiglio comunale, ma gli odg presentati dal consigliere comunale di Vibo Unica Giuseppe Policaro non erano stati affrontati per la consueta caduta del numero legale o perché le sedute erano andate deserte