Mensa scolastica prorogata senza gara, assolti ex amministratori di Fabrizia

E’ quanto stabilito dal Tribunale di Vibo Valentia che ha accolto le argomentazioni dell’avvocato Giovanni Vecchio. Tra gli imputati assolti c’è anche l’ex sindaco Antonio Minniti

Il Tribunale di Vibo Valentia ha assolto gli ex amministratori del Comune di Fabrizia dall’accusa di abuso di ufficio poiché il fatto non sussiste. L’assoluzione da tutte le accuse riguarda l’ex sindaco Antonio Minniti, l’allora vice sindaco Domenico Suppa, l’ex l’assessore (attuale consigliere comunale di minoranza) Pietro Mamone, l’ex presidente del Consiglio comunale Antonio Carè, il tecnico comunale Domenico Potami (residente a Capistrano) e l’allora segretario comunale Maria Vittoria Pastore.

Secondo l’accusa, gli imputati nelle rispettive qualità, non avrebbero indetto una nuova gara per l’affidamento del servizio della mensa scolastica prorogando per tre volte, con tre diverse delibere, l’affidamento senza gara in favore della ditta già aggiudicatrice del servizio, ciò in violazione della legge che vieta il rinnovo tacito dei contratti aventi ad oggetto forniture, servizi e lavori. Secondo gli inquirenti la proroga sarebbe avvenuta senza addurre “alcuna adeguata motivazione in ordine alla necessità della proroga del contratto”, indicando “genericamente che a causa dell’eccessivo carico di lavoro esistente nell’Ufficio tecnico, lo stesso non ha potuto procedere alla predisposizione degli atti da inviare alla Suap per l’espletamento della gara d’appalto”, bypassando quella norma di legge che prevede la possibilità di procedere con affidamento diretto del servizio da parte del responsabile del procedimento per lavori inferiori ad un importo di 40mila euro. La proroga in tal modo del servizio di mensa scolastica per il 2015 ed il 2016 da parte degli imputati avrebbe procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale alla ditta già appaltatrice del servizio, con somme diverse di volta in volta stabilite nelle delibere di proroga, ma complessivamente quantificate dagli inquirenti in 95 mila euro. Per la Procura le condotte contestate agli indagati avrebbero leso “l’interesse pubblico al buon andamento ed alla trasparenza della pubblica amministrazione”, arrecando un ingiusto danno al Comune di Fabrizia. Le contestazioni si fermano al 25 marzo 2016, data dell’ultima delibera di proroga del servizio di mensa scolastica.

Accolte le tesi difensive dell’avvocato Giovanni Vecchio del foro di Vibo Valentia, difensore di fiducia, di Antonio Minniti, Pietro Mamone, Domenico Suppa, Antonio Carè e Domenico Potami il quale ha evidenziato come non potesse ritenersi configurato alcun reato, attesa la linearità della prassi amministrativa che ha avuto come primo atto la deliberazione del Consiglio comunale di Fabrizia n. 22 del 27/07/2015. Attraverso tale atto, l’Amministrazione del Comune dà attuazione all’indirizzo politico di garantire lo svolgimento pluriennale del servizio di mensa scolastica. In seguito alla scadenza del contratto per il servizio in questione, stipulato con la SCAMAR s.r.l., tali esigenze sono rimesse al responsabile dell’Area Tecnica (geometra Domenico Potami) al fine di bandire una nuova procedura di gara per il triennio successivo (2015/2018). È necessario osservare, a tal proposito, come il Potami fosse l’unico dirigente comunale in possesso delle qualifiche necessarie per essere nominato Rup. Una tesi accolta dal Tribunale di Vibo che ha dunque assolto gli imputati perché “il fatto non sussiste”.