Irregolarità nell’affidamento degli incarichi pubblici, 20 persone indagate, 12 in carcere e due ai domiciliari (NOMI-VIDEO)

Un funzionario del Comune di Cosenza avrebbe acquistato con soldi pubblici un computer di ultima generazione che doveva andare all'ente ed è finito invece alla figlia



Venti persone indagate, 12 in carcere e due ai domiciliari. E’ il bilancio dell’operazione “Merlino” della Guardia di Finanza che stamani ha portato all’arresto, fra gli altri, del sindaco di Fuscaldo (Cosenza), Gianfranco Ramundo, di 62 anni, del suo vice, Paolo Cavaliere, di 44 anni, e dell’assessore dello stesso Comune Ercole Paolo Fuscaldo, di 45 anni. Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola, presunte irregolarità nell’affidamento di incarichi appalti.




Gli indagati e gli arrestati. Nella lista delle persone colpite dall’ordinanza un funzionario pubblico, un libero professionista ed alcuni imprenditori. Si tratta di Michele Fernandez, 60 anni, funzionario del Comune di Cosenza e dello stesso Comune di Fuscaldo; Salvatore Fidotti, imprenditore napoletano di 48 anni; Robertino Perri, 52 anni, imprenditore di Cosenza; Massimiliano De Santo, imprenditore di 53 anni, di Castrovillari (Cs), al quale sono stati concessi i domiciliari; Francesco Caputo, 46 anni, di Rossano (Cs), imprenditore; Antonietta Caputo, 32 anni, imprenditrice, pure di Rossano; Giovanni Risoleo, 64 anni, di Rossano, imprenditore; Sergio Gioia, 60 anni, libero professionista di Cosenza; Luigi de Simone, imprenditore di Paludi (Cs), di 53 anni; Gianfranco Mirabelli, 64 anni, imprenditore di Rende (Cs). Arresti domiciliari, infine, per Salvatore Montanino, imprenditore di Pomigliano d’Arco (Na), di 47 anni. Le accuse, formulate a vario titolo, sono corruzione, tentata concussione, indebita induzione a dare o a promettere, peculato, turbative d’asta e di procedimenti di scelta dei contraenti della pubblica amministrazione e falso ideologico. Altre 6 persone sono indagate a piede libero.

I dettagli dell’operazione. Il colonnello Marco Grazioli, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, ha spiegato che l’operazione “si è svolta grazie ad una grande sinergia con la Procura di Paola, e in questo caso abbiamo operato come polizia economico-finanziaria sulla spesa pubblica, in particolare sugli appalti, esaminando le procedure di gara e rilevando sia dei frazionamenti degli appalti che la produzione di documentazione falsa, e anche la creazione di veri “cartelli” tra imprese”. Il capitano Paolo Marzano, comandante della compagnia della Guardia di Finanza di Paola, ha invece sottolineato che “le indagini sono state molto complicate e sono stati rilevati molteplici contatti tra funzionari e imprenditori, anche 900 in un solo anno, e anche molti casi che possono definirsi “doni”, come varie regalie e assunzioni di personale”. Casi molto particolari, quelli emersi, come una gara che è stata perfezionata in soli 4 giorni con un imprenditore che predisponeva la documentazione necessaria. Diversi i casi di affidi per motivi urgenti tramite ordinanze per eludere le procedure, cosa che poi sarebbe diventata la regola, certificando situazioni che in realtà non esistevano. Uno degli arrestati, Michele Fernandez, avrebbe anche acquistato con soldi pubblici un computer di ultima generazione, che doveva andare al Comune di Cosenza ed è finito invece alla figlia.

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Ultima modifica: 6 novembre 2018