“Comprata dal marito e poi fatta prostituire”, 45 anni dopo lo uccide. Condanna confermata

Venduta in Calabria dalla madre per 500mila lire e data in sposa con l’inganno quando era bimba. La Corte d’Assise di Torino conferma la condanna a 21 anni e tre mesi

La Corte di Assise di Appello di Torino ha confermato la pena a 21 anni e 3 mesi di reclusione per Assunta Casella, la donna accusata di avere ucciso nel giugno 2016 il marito 78enne, Severino Viora, il cui cadavere venne ritrovato dai carabinieri in un podere di Paroldo, nel Cuneese.




L’uomo – come chiarì l’autopsia – fu prima narcotizzato e quindi soffocato. Prima che la Corte pronunciasse la sentenza, il legale della donna ha raccontato come Assunta fu acquistata per 500 mila lire dal marito quando aveva solo 14 anni e viveva ancora in Calabria con la sua famiglia. Sempre secondo l’avvocato, negli anni successivi la donna subì angherie, con il marito che l’avrebbe perfino costretta a prostituirsi. Il procuratore generale Nicoletta Quaglino al termine della requisitoria aveva chiesto l’ergastolo.

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