Mimmo Lucano e l’intercettazione che imbarazza il Pd: “Il ministro Minniti? Una brutta persona”

Dall’indagine viene fuori una conversazione con una giovane donna dalla quale emergono le preoccupazioni del sindaco di Riace per le politiche adottate dall’ex ministro calabrese in tema di accoglienza dei migranti

L’inchiesta della Procura di Locri infligge un duro colpo al cosiddetto “modello Riace”. Traballa il sistema di accoglienza costruito negli anni dal sindaco Mimmo Lucano, gongola il ministro dell’Interno Matteo Salvini. E mentre sui social network cresce il numero dei personaggi pubblici che si schierano al fianco del primo cittadino senza se, senza ma e senza neanche attendere il normale volgere della giustizia, con il passare delle ore, spulciando le carte dell’inchiesta condotta sul campo dalla guardia di finanza emergono nuovi dettagli e, tra questi, anche un’intercettazione particolarmente significativa che rischia di mettere in imbarazzo il Partito democratico, uno degli sponsor principali del modello d’accoglienza creato da Mimmo Lucano.




L’intercettazione. Dall’indagine viene fuori una critica non proprio velata al predecessore di Salvini al Viminale, il calabrese Marco Minniti che, una volta insediatosi al ministero dell’Interno, ha cambiato le politiche di accoglienza iniziando a seguire un altro percorso ed un’altra strada. Intercettato dalla guardia di finanza, il sindaco Lucano spiega ad una giovane donna: “Adesso con il nuovo Governo c’è uno che si chiama Minniti, una brutta persona, vi mandano via, vi cacciano”. L’intercettazione si riferisce al periodo in cui a palazzo Chigi si era appena insediato il nuovo governo guidato da Paolo Gentiloni e il Minniti in questione è proprio Marco, l’ex ministro dell’Interno, esponente di spicco del Partito democratico e calabrese come Mimmo Lucano. Il modello Riace, insomma, sembra iniziare a scricchiolare ancor prima dell’arrivo al Viminale di Matteo Salvini, tant’è che l’indagine della guardia di finanza affonda le sue origini nel tempo e ricostruisce un sistema di gestione dell’accoglienza che gli inquirenti non esitano a definire come “spregiudicato”.

Stop al business dell’immigrazione. Emblematico il commento di Carlo Sibilla, esponente del Movimento 5 Stelle, non un parlamentare qualsiasi, ma il sottosegretario all’Interno: “Riace non era un modello – scrive sul blog dei grillini – è finita l’era del business dell’immigrazione. Il sistema dell’accoglienza targato Pd ha creato più indagati che integrati. Il governo del cambiamento ha dichiarato guerra al business dell’immigrazione. Nel Dl sicurezza ci saranno già risposte importanti, operiamo una stretta doverosa sui controlli delle spese di danari pubblici”.