Da "modello Riace" a "sistema Lucano": "Così il sindaco favorì due cooperative sociali" (VIDEO)
Riguardano anche presunte irregolarità nella gestione del servizio di raccolta dei rifiuti del Comune le contestazioni che questa mattina hanno portato all'arresto del sindaco di Riace, Domenico Lucano. Un duro colpo a quello che in molti considerano un "modello" di integrazione degli immigrati. Lo stesso Lucano fu inserito dalla rivista americana "Fortune" tra le 50 personalità più influente nel mondo.
Le accuse. Nei suoi confronti la Procura di Locri ipotizza il reato di favoreggiamento dell'immigrazione e contesta anche l'affidamento diretto del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti della cittadina, al di fuori delle procedure di gara previste dal codice dei contratti pubblici, a favore di due cooperative sociali, la "Ecoriace" e L'Aquilone". Secondo l'accusa, le due coop non avevano i requisiti di legge richiesti per l'ottenimento del servizio pubblico, perché non iscritte nell'apposito albo regionale previsto dalla normativa di settore. Le indagini avrebbero dimostrato come Lucano, "al precipuo scopo - scrivono gli inquirenti - di ottenere il suo illecito fine, a seguito dei suoi vani e diretti tentativi di far ottenere quella iscrizione", si sia determinato ad istituire un albo comunale delle cooperative sociali cui poter affidare direttamente, secondo il sistema agevolato previsto dalle norme, lo svolgimento di servizi pubblici". Alla "Ecoriace" e alla " Aquilone", con questo sistema, era stato affidato il servizio dall'ottobre 2012 fino all'aprile 2016. "Con tale decisione, in sostanza, si procedeva - scrivono gli inquirenti - fraudolentemente all'artificioso riconoscimento (del tutto sganciato dalla normativa vigente e dunque sprovvisto di validi effetti) in capo alle due cooperative dei presupposti necessari per la disapplicazione delle regole in materia di selezione, da parte delle amministrazioni pubbliche, dei soggetti cui aggiudicare servizi, lavori od opere".
"Ingiusto vantaggio patrimoniale". Lucano, dunque, dopo aver rilevato la mancanza dei presupposti necessari per l'iscrizione nell'albo regionale delle due coop, avrebbe fatto approvare approvare alla Giunta da lui presieduta un albo comunale simile a quello previsto dalle norme, poi avrebbe suggerito al Consiglio comunale di procedere all'assegnazione diretta per poi procedere più volte, alla proroga dell'affidamento. Affidando in via diretta alla "Ecoriace" ed alla "Aquilone" i servizi di raccolta e trasporto rifiuti, Lucano avrebbe procurato alle due cooperative un ingiusto vantaggio patrimoniale quantificato in circa un milione di euro.
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La gestione dei fondi per i migranti. Quanto al sistema di accoglienza dei migranti noto come "modello Riace", dall'inchiesta condotta dalla guardia di finanza su mandato della Procura di Locri e denominata "Xenia" emergerebbero "diffuse e gravi irregolarità" nella gestione dei fondi. Si tratta di contestazioni di cui, tuttavia, il gip ha negato la sussistenza, rilevando che, ferme restando le valutazioni espresse in ordine alla "tutt'altro che trasparente gestione, da parte del Comune di Riace e dei vari enti attuatori, delle risorse erogate per l'esecuzione dei progetti Sprar e Cas, ed acclarato quindi che tutti i protagonisti dell'attività investigativa conformavano i propri comportamenti ad estrema superficialità, il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate". Le contestazioni mosse a questo proposito, spiega la Procura, sono relative alla gestione dei rilevanti flussi di denaro pubblico destinati alla gestione dell'accoglienza dei migranti nel Comune di Riace e, in particolare, sottolinea il procuratore Luigi D'Alessio, alle "diverse procedure di affidamento diretto alle associazioni operanti nel settore dell'accoglienza; alla irregolare rendicontazione dei criteri riguardanti la lungo permanenza dei rifugiati; all'utilizzo di fatture false tramite le quali venivano attestati fraudolentemente costi gonfiati o fittizi; al prelevamento, dai conti accesi ed esclusivamente dedicati alla gestione dell'accoglienza dei migranti, di ingenti somme di denaro cui e' stata impressa una difforme destinazione, atteso che di tali somme non vi è riscontro in termini di corrispondenti finalità". Su questi profili, "sui quali - scrive il procuratore - lo stesso Gip si sofferma per evidenziare che nella delicata materia dell'immigrazione sono stati riscontrati comportamenti superficiali ed improntati ad un diffuso malcostume", la Procura procederà nei prossimi giorni ad approfondire "ogni opportuno aspetto per presentare l'eventuale, apposito ricorso presso il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria, fermo restando che - spiega il procuratore capo - dalle indagini è comunque emersa una pluralità di situazioni che, nell'immediatezza, impone la trasmissione degli atti alla Procura regionale della Corte dei Conti ai fini dell'accertamento del connesso danno erariale".
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