Sulla vicenda delle firme "anomale" poste dai sette consiglieri di Vibo Unica sulla convocazione del consiglio comunale, non si è fatta attendere la replica di Vibo Unica. Bollato come "illazioni" quanto espresso dal consigliere comunale Muratore, il quale ha ipotizzato la "non autenticità" delle firme apposte in calce all'ordine del giorno sui rifiuti.


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A ribattere è Claudia Gioa, capogruppo di Vibo Unica: "E' noto che il disconoscimento delle firme è una prerogativa dei soggetti direttamente interessati e non del consigliere Muratore, noto per le sue bizzarrie e per le sue manifestazioni che, come nel caso di specie, risultano prive di qualsivoglia consistenza e che rappresentano una evidente provocazione nei riguardi di un gruppo che, con forza e determinazione, sta portando avanti battaglie coraggiose nell’interesse del territorio. Non accettiamo, inoltre, nessuna lezione di legalità da parte del consigliere Muratore avendo, il nostro gruppo, fatto di tale valore il presupposto di ogni condotta istituzionale. Del resto, i fatti parlano chiaro".