Omicidio in spiaggia a Nicotera, il killer è in carcere ma l’indagine resta aperta

Gli inquirenti a lavoro per trovare risconti sul movente e per individuare eventuali complici che hanno aiutato Giuseppe Olivieri nella fuga e nella latitanza

Il cerchio non è ancora chiuso. Giuseppe Oliveri si è consegnato ai carabinieri nella serata di ieri ed ora si trova recluso nel carcere di Vibo dove domani mattina, alla presenza del suo legale, l’avvocato Schimio, verrà interrogato. Restano diversi i punti oscuri sui quali lavorano gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Ciro Luca Lotoro, per chiarire tutti i contorni dell’omicidio di Francesco Timpano avvenuto lo scorso 12 agosto sulla spiaggia di Nicotera Marina.




Il movente.  Il primo punto da chiarire è quello del movente. Cosa ha scatenato la follia omicida di Giuseppe Olivieri (nella foto) tanto da indurlo a sparare tra decine e decine di villeggianti, nell’ora di punta di una giornata d’agosto, a volto scoperto e davanti alla telecamere di videosorveglianza? Gli inquirenti tendono a legare questo delitto alla mattanza dello scorso maggio quando il fratello di Olivieri, Ciko, uccise Mario Valarioti e Giuseppina Mollese a Nicotera per poi provocare il ferimento di altre tre persone a Limbadi (tra queste anche uno dei fratelli Timpano) e il danneggiamento dell’auto dello stesso Francesco Timpano (uno dei bersagli principali di quel raid). Ciko avrebbe agito per vendicare la morte di un altro fratello, Mario, ammazzato nel 1997 da due killer che lo braccarono in auto e lo freddarono con una serie di colpi di pistola. Ma la lista della morte predisposta da Olivieri includeva altre persone. Ad esempio avrebbe voluto uccidere anche un medico oggi in servizio al 118 ritenuto colpevole di non aver curato bene l’altro fratello, Sandro, morto qualche anno fa. Un scia di sangue che potrebbe dunque essere collegata a quella “lista nera” con degli obiettivi precisi da centrare. Un lavoro iniziato da Ciko e proseguito da Giuseppe, entrambi assetati di vendetta. Questa l’ipotesi principale seguita dagli inquirenti. Si indaga dunque sulle motivazioni che hanno portato il 36enne di Nicotera ad uccidere Francesco Timpano. La conferma di una “black list” arriva dalle misure adottate dai carabinieri nei confronti di alcune persone messe sotto tutela proprio nelle ore immediate all’omicidio di Nicotera Marina perché ritenute potenziali bersagli da abbattere. “Misure di protezione – ha spiegato il maggiore dei carabinieri Dario Solito in conferenza stampa – che adesso saranno al vaglio della Prefettura”.

Gli eventuali complici. L’inchiesta infatti è tutt’altro che chiusa. Come Ciko, anche Giuseppe Olivieri è riuscito a sfuggire a tutti i controlli costituendosi ad una settimana dall’omicidio. Per gli investigatori ha preparato nel dettagli una strategia di fuga che si è rivelata assai efficace visto il grande dispiegamento di forze messo in campo dai carabinieri. Tutto lascia presupporre che Olivieri non abbia fatto tutto da solo ma nella breve latitanza sia stato assistito e aiutato da altre persone. Le indagini mirano ad individuare i fiancheggiatori del killer e questo è un altro aspetto tutto da chiarire come sottolineato in conferenza stampa dal sostituto procuratore Ciro Luca Lotoro e dal comandante della Compagnia di Tropea Dario Solito.