La provinciale 17 "Vibo-Tropea" diventata la "strada della morte": carreggiata "adornata" di lapidi
Dopo l'ennesima tragedia che, martedì 17, si è portata via due fratelli (di 68 e 72 anni) originari di Laureana di Borrello (usciti fuori strada nei pressi del bivio per Zungri) possibile che nessuno si sia reso conto della pericolosità della strada provinciale numero 17? Trenta chilometri di asfalto che separano Vibo Valentia a Tropea lastricati di morti. Non c'è tratto della citata "maledetta" carreggiata che non sia "adornato" da fiori e lapidi. Senza contare i moltissimi incidenti che, fortunatamente, non hanno avuto conseguenze mortali. Ieri, ad esempio, si sono scontrate due auto a Filandari con due feriti lievi.
La lunga scia di sangue. Ma ormai non c'è giorno in cui l'autoambulanza o i vigili del fuoco non debbano intervenire per soccorrere persone o estrarre corpi esanimi dalle lamiere delle vetture. Oppure sovente si deve far ricorso all'elisoccorso, come è successo lo scorso 9 luglio, allorché a seguito di un impatto tra una Volkswagen Golf e una Nissan Micra, un 22enne è stato balzato fuori dall'abitacolo della propria auto riportando gravi traumi. Ma la scia di sangue è purtroppo lunga. Il 22 di maggio scorso al bivio di Rombiolo a perdere la vita è stato un ragazzo di Pernocari, Antonio Arena, che ha cappottato con la sua automobile mentre rientrava a casa. Il 16 aprile la cattiva sorte ha bussato alle porte dell’infermiere di 59 anni originario di Nicotera Salvatore Montesanto . Poi la coppia di anziani di San Calogero che sono andati a sbattere contro dei mezzi parcheggiati ai bordi della corsia (la signora è deceduta dopo diversi giorni di agonia), il ciclista schiantatosi contro un furgoncino. L'elenco sarebbe interminabile e potrebbe essere fatto risalire agli ultimi 20 anni. Tanti morti. Troppi.
Le cause. Le cause sono molteplici: intanto la provinciale 17 è una strada a scorrimento veloce e perciò gli automobilisti sono portati a mantenere una velocità elevata, poi ci sono troppe curve. Quindi, sovente, soprattutto in inverno e alle prime luci dell'alba l'asse viario in questione è avvolto dalla fitta nebbia che pregiudica la visibilità.
Le responsabilità. Forse manca un adeguato sistema di controllo da parte delle forze dell'ordine e delle varie polizie municipali o una segnaletica orizzontale o verticale appropriata. In ogni caso, serve intervenire al più presto per mettere la strada provinciale 17, una volta per tutte, in sicurezza. Prima che il bilancio delle vittime si allunghi ancora di più. Innanzitutto la Provincia, essendo l'infrastruttura di sua competenza, dovrebbe fare qualcosa. Qualsiasi iniziativa sarebbe ben accetta purché si cerchi di porre finalmente un freno a questa mattanza.
