Il Vibonese come la Giamaica e Nicotera è l'epicentro del business di marijuana (VIDEO)
di MIMMO FAMULARO
Nicotera come la Giamaica. Una delle capitali di produzione e di coltivazione della marijuana. Una dato confermato dagli imponenti numeri a riassunto dell'attività svolta dai carabinieri negli ultimi dodici mesi: oltre 30mila piante di canapa indiana trovate e distrutte, 90 chili di droga, già essiccata e pronta per essere messa sul mercato per la vendita al dettaglio, sequestrati. Un giro di affari milionario scoperto su un vasto territorio che va da Nicotera Marina sale verso Nicotera centro e si estende fino all'altopiano del Monte Poro. E qui che la 'ndrangheta ha deciso di investire su un business particolarmente redditizio assumendo manodopera tra soggetti non necessariamente contigui ai clan ma comunque "compiacenti e collaborativi". Nel corso dell'ultimo anno le varie attività condotte dalle articolazioni dell'Arma dei carabinieri ha portato all'arresto di otto persone, tutte residenti tra Nicotera e Nicotera Marina, qualcuno con piccoli precedenti, la maggior parte incensurati. Sono accusati, a vario titolo, di coltivazione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Le operazioni Il territorio in questione si presta benissimo a questo genere di business per via delle sue caratteristiche geofisiche ma anche perché impervio e non facile da controllare. Ed invece i carabinieri della Compagnia di Tropea sono riusciti a batterlo palmo a palmo scoprendo diverse piantagioni e sequestrando chili e chili di marijuana. Lo hanno fatto seguendo una strategia ben precisa che ha mosso i primi passi dall'attività di intelligence fornita dalle Stazioni di Nicotera e Nicotera Marina. Informazioni preziose che hanno quindi permesso allo Squadrone eliportato "Cacciatori" e quello del Nucleo elicotteristi di perlustrare l'intera area rinvenendo dal 23 giugno dello scorso anno sei piantagioni di canapa indiana su terreni abbandonati e particolarmente difficili da raggiungere. Insieme alle coltivazioni, i militari, con l'ausilio del Battaglione Calabria, sono riusciti anche a scoprire una serie di depositi dove veniva temporaneamente sistemata la marijuana in attesa di finire nelle piazze di spaccio.
La rete di produzione della marijuana. Di fatto i carabinieri hanno scoperto le zone scelte per la coltivazione, individuato i coltivatori ed anche i depositi. Le piantagioni sorgevano in terreni posti in altura, isolati, impervi ma dotati di sistemi di irrigazioni molto evoluti, efficienti ed adeguati. Talmente avanzati da non rendere necessaria una presenza fissa sul posto. Una volta completata la fase della coltivazione, la marijuana veniva sistemata in appositi depositi individuati in vecchi casolari abbandonati o in ruderi ubicati anche nel centro di Nicotera.

I finanziatori del business e il nuovo pentito. Restano ancora ignoti i finanziatori del business, oggetto del secondo step di un'indagine tutt'altro che chiusa. Ciò che è sicuro è che la filiera di produzione, coltivazione e vendita di marijuana al dettaglio è gestita dalle 'ndrine presenti nella zona. Sotto questo profilo il nuovo pentito della 'ndrangheta vibonese, Emanuele Mancuso, potrebbe fare piena luce sul giro di affari essendo rimasto, tra l'altro, coinvolto in un'operazione simile condotta sempre dai carabinieri ma nel comprensorio delle Preserre e delle Serre vibonesi. Il rampollo della famiglia di Limbadi, che ha iniziato la sua collaborazione con la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, è tra l'altro di Nicotera, l'epicentro della produzione di marijuana nella provincia di Vibo Valentia. Su questo punto i carabinieri nulla dicono e nient'altro aggiungono. Il silenzio è assoluto, il riserbo è massimo ma un altro particolare fa loro ben sperare: la collaborazione dei cittadini di Nicotera finalmente positivi e propositivi. "L'auspicio - dice il maggiore Dario Solito - è che nel futuro questa collaborazione venga incrementata".
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