E' lido dei vip e anche uno dei locali più frequentati della costa vibonese. Tra i titolari dello stabilimento balneare c'è uno dei più noti imprenditori che operano in provincia di Vibo Valentia, Francesco Cascasi. E' il lido "La Rada" di Vibo Marina finito al centro di un presunto caso di abusivismo edilizio che sta facendo discutere e che ha scatenato un vespaio di polemiche. Da palazzo "Luigi Razza", quartier generale del Comune di Vibo, sono partiti una serie di provvedimenti che hanno vietato la somministrazione di alimenti e bevande all'interno del noto locale e la demolizione di alcune opere non conformi al progetto originale.




Adesso parlo io! Sulla vicenda interviene ora proprio Francesco Cascasi che rompe il silenzio e passa al contrattacco. "E' bene chiarire fin da subito - spiega l'imprenditore vibonese - che La Rada ha ottenuto tutte le autorizzazioni da parte della Capitaneria di porto per ogni singolo intervento edilizio, previa naturalmente trasmissione degli atti al Comune con parere preventivo, a proposito dei quali vorrei ricordare vi è anche quello favorevole di una dirigente comunale". E' la dirigente comunale chiamata in causa è Adriana Teti. "Oggi, contrariamente a quanto deciso a suo tempo, ha firmato - aggiunge Cascasi - uno dei provvedimenti illegittimi sottoposti al vaglio del giudice amministrativo". Ad aprire il contenzioso è stato un esposto di un altro operatore turistico ed una relazione della polizia municipale che avrebbe agito su subdelega della Stazione dei carabinieri di Vibo Marina proprio a seguito a questa segnalazione. "La Polizia municipale - precisa Cascasi - si è determinata ad effettuare l'accesso sui locali de La Rada a distanza di tre anni dalla subdelega dei carabinieri di Vibo Marina a seguito del farneticante esposto di un concorrente commerciale già denunciato e smentito dall'autorità giudiziaria. Polizia municipale che, dopo non aver adempiuto tempestivamente alla richiesta d'indagine, diviene particolarmente severa e scrupolosa, tanto da travisare la realtà dei fatti, dimenticare di citare nella sua realizzazione autorizzazioni esistenti, ritenere dovuti permessi finanche per opere che lo stesso Comune ha ritenuto essere di edilizia libera".

Denunciati i dirigenti comunali. Francesco Cascasi ha provveduto quindi a denunciare per abuso d'ufficio i dirigenti comunali coinvolti nella vicenda e dato mandato al suo ufficio legale di impugnare gli atti davanti al Tar. "Inoltre - conclude - visto che tutta questa vicenda è frutto di una relazione gravemente carente e non rispondente all'effettivo stato dei luoghi, redatta dalla polizia municipale nell'ambito dei compiti di polizia giudiziaria delegata dal comandante della Stazione dei carabinieri di Vibo Marina, abbiamo chiesto, informando il pm, che venga ritirata la delega alla polizia municipale e che la verifica sullo stabilimento fosse condotta dai carabinieri di Vibo Marina".