L'avvocato De Pace: "Serve la scorta per Rosaria Scarpulla. Si rischia un altro funerale" (VIDEO)
Giuseppe De Pace, il legale della famiglia Vinci, lancia l'allarme e si rivolge direttamente al ministro dell'Interno: "La madre di Matteo Vinci è rimasta sola ed è in pericolo"
di MIMMO FAMULARO
Evitare un altro funerale e mettere sotto scorta Rosaria Scarpulla, la madre di Matteo Vinci, il 42enne ucciso un mese fa nell'attentato dinamitardo di Limbadi. E' l'ennesimo, accorato appello lanciato dall'avvocato Giuseppe De Pace nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sala conferenze della Confcommercio a Vibo Valentia. "Il ministro dell'Interno - dice il legale della famiglia Vinci - si faccia carico di questa incombenza e predisponga subito la scorta perché la signora Scarpulla è in pericolo di vita. Se non lo vogliono capire rischiamo di fare un altro funerale".
Il "lassismo" dello Stato. L'avvocato De Pace punta il "lassismo" dello Stato che non ha preso coscienza della gravità della vicenda. "Non voglio polemizzare con il prefetto - sottolinea - ma se c'è una realtà nella quale è improprio e assolutamente fuori luogo approcciarsi con stile burocratico è proprio questa. Il prefetto scrive che nei confronti della signora Scarpulla sono state disposte delle misure tutorie ritenute congrue dal Comitato per l'ordine e la sicurezza. Questa sono parole che non hanno significato. La signora Scarpulla corre un pericolo attuale ed imminente di morte e, quindi, ci sono tutti i presupposti per disporre la scorta. Per arrivare qui siamo partita da soli da Limbadi per arrivare a Vibo e potevamo essere esposti a qualunque pericolo". Un mese dopo l'attentato, Rosaria Scarpulla è sempre più sola. Venerdì scorso ha lasciato l'Italia ed è tornata in Argentina anche Laura Sorbara, la nuora. "Conosco diversi testimoni di giustizia - dice l'avvocato De Pace - che hanno la scorsa. Non capisco cosa ha di meno la signora Scarpulla: è figlia di un Dio minore, è da emarginare, non p vittima del primo attentato dinamitardo perpetrato da un clan mafioso contro un comune cittadino? C'è una sproporzione tra il fatto accaduto e l'oggetto del contendere". Si rivolge al ministro dell'Interno l'avvocato De Pace perché prenda coscienza di quanto sta avvenendo ed intervenga per difendere "l'unico testimone che può puntare il suo indici e indicare i soggetti delle proprie disavventure. Aspettiamo - si domanda - che questo indice va fa finire sottoterra?".
La latitanza della società civile. Su quanto accaduto a Limbadi è poi calato il silenzio quasi assoluto. Il "lassismo" di Stato non è il solo imputato in una conferenza stampa che dura oltre un'ora. Senza peli sulla lingua, l'avvocato De Pace sottolinea la latitanza dei partiti e della società civile, l'indifferenza degli intellettuali calabresi e quello delle organizzazioni sindacali presenti sul territorio. "Non mi meravigliano i sindacati - aggiunge - che sono una propaggine delle organizzazioni politiche che rappresentano questo territorio". Si rivolge quindi alle associazioni antimafia perché si mobilitino per davvero e predispongano una "scorta civile" con assistenza continua e protezione alla signora Rosaria Scarpulla.
Funerali di Stato. L'avvocato De Pace torna poi a chiedere i funerali di Stato per Matteo Vinci. "Non è una velleità e non è un atto di orgoglio. Matteo ha combattuto eroicamente per difendere diritti e giustizia nel cuore pulsante della 'ndrangheta calabrese e si è schierato contro il clan più potente. Questo ragazzo ha dimostrato coraggio civico. Non è un eroe ma un giusto e, pertanto, merita il diritto di avere delle esequie di Stato".
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