Comune Vibo, il disavanzo oltre i 20 milioni: secondo dissesto dietro l'angolo
Per evitarlo si punterà ad un piano di rientro che potrebbe costituire un nuovo salasso per la comunità. Alla base di tutto la bassa riscossione e i fondi vincolati in parte non ricostituiti
I dubbi man mano che i giorni passano si trasformano in (relative) certezze. Il Comune è nuovamente sull'orlo del baratro. Anni di scarsa riscossione e di entrate conseguentemente ridotte al minimo oltre che di fondi vincolati non del tutto ricostituiti costringeranno l'Amministrazione di palazzo “Luigi Razza” ad adottare i necessari correttivi per evitare il secondo dissesto finanziario.
Non a caso il sindaco si è rivolto a un esperto di fiducia, il prof. Ettore Jorio, che dovrebbe essere incaricato, subito dopo l'approvazione del Conto Consuntivo, di stilare un Piano di riequilibrio. Operazione da compiere con una certa urgenza, perchè il rischio di non riuscire dal mese prossimo a far fronte neppure agli stipendi dei dipendenti, non è poi così remoto.
Nel frattempo, dopo un confronto con il prof. Jorio, risalente al fine settimana, Elio Costa ha deciso ieri di incontrare i consiglieri di maggioranza. Un confronto dai toni accesi, tra sindaco, consiglieri, l'assessore al Bilancio Laura Pugliese e la dirigente Adriana Teti.
Il disavanzo accertato, inclusi i fondi vincolati, sarebbe superiore ai 20 milioni di euro. La cifra di 24 milioni non pare affatto campata in aria. Anzi, potrebbe essere rivista al rialzo. Un eventuale ipotesi di Piano di riequilibrio, qualora venisse approvata, potrebbe costringere l'Ente a sborsare oltre 2 milioni annui per almeno tre lustri (quindici anni). Un salasso ulteriore per una comunità in ginocchio. Prospettiva dinanzi alla quale qualcuno, nelle "secrete stanze", piuttosto che individuare i responsabili – ovviamente non si tratta di questioni addebitabili agli ultimi anni di Amministrazione – dà la caccia alle “talpe” che consentono di divulgare notizie ed informare i cittadini. Ma questa è un'altra storia.
Stando al confronto di ieri, sarebbe emersa una certa divergenza nel rapporto tra assessorato e uffici. Ed anche il sindaco avrebbe scaricato sui funzionari ogni addebito, come pure il titolare della delega al Bilancio. Momenti di tensione altissima, sebbene il silenzio la abbia fatta poi da padrone. Le uniche parole le ha pronunciate proprio Laura Pugliese: “Non appena avremo dati certi, - ha asserito in modo chiaro ma lapidario - renderemo consapevole tutta la comunità della situazione finanziaria dell'Ente”. Non serve un indovino, a questo punto, per capire che la barca sta affondando di nuovo, se mai fosse riemersa dopo il default del 2015.
Oggi, intanto, il Consiglio comunale dovrebbe riunirsi - ma non è affatto scontato - per trovare la quadratura del cerchio sull'elezione del Presidente dell'assemblea. Poi bisognerà approvare il consuntivo, quindi la giunta dovrà deliberare il Piano di Rientro per il quale servirà il lasciapassare del Consiglio stesso. Il tutto in meno di un mese. A quel punto, nell'arco di 90 giorni, lo strumento anti-default dovrà essere messo a punto e presentato. Una corsa contro il tempo, l'ennesima, per un Ente sempre più in debito d'ossigeno.
