FOCUS | Oltre cinquantamila armi in circolazione nel Vibonese. Controlli a tappeto della polizia

E’ altissima la presenza di fucili e pistole legalmente detenute in provincia di Vibo in rapporto agli abitanti. Sono più di cinquemila le licenze e venti quelle revocate dall’inizio dell’anno. In crescita il fenomeno dei furti di armi nelle abitazioni

Furti di armi nelle abitazioni. Un fenomeno in preoccupante crescita su tutto il territorio vibonese. Ladri a caccia di pistole e fucili non adeguatamente custodite che così fuoriescono dal circuito legale, spariscono e vanno ad alimentare il traffico delle organizzazioni criminali. E’ altissima la presenza di armi legalmente detenute in provincia di Vibo in rapporto agli abitanti. Sono infatti oltre cinquemila le licenze concesse alle quali si aggiungono quelle dei “meri detentori” e dei collezionisti (una ventina). Si calcola che tra pistole e fucili a Vibo e in provincia circolino circa 50mila armi. Un dato, arrotondato per difetto, che consiglia controlli maggiori e più stringenti.

Controlli a tappeto e tolleranza zero.  Se ne sta occupando, non da ora, ma da oltre un anno la Questura e, in particolare, una divisione specializzata nel tenere sotto osservazione questo fenomeno, la Pasi. Su disposizione del questore Filippo Bonfiglio sono state implementate le attività di controllo e avviati una serie di servizi tesi a prevenire e a reprimere i reati in materia di armi. Massima apertura nei confronti degli appassionati, ma anche massimo rigore per chi infrange la legge. Così le attività di contrasto, coordinate dal primo dirigente Stanislao Caruso,  seguono la linea della “tolleranza zero” nei confronti di chi non ha i requisiti per detenere armi ed il monitoraggio di tutte le posizioni è capillare grazie a controlli incrociati e verifiche continue. Un lavoro oscuro che si sviluppa dietro le quinte, non porta gloria perché avviene lontano dalle luci della ribalta ma è prezioso.

Il bilancio. Solo nei primi mesi dell’anno il personale della Pasi ha già revocato una ventina di licenze ed effettuato un centinaio di controlli su tutto il territorio. Le sorprese non sono mancate. E’ capitato di trovare pregiudicati con armi legalmente detenute e, in un caso, anche un malato di Alzhiemer con regolare licenza mai revocata.  Tutti devono infatti conservare le armi secondo “la diligenza del buon padre di famiglia” e sostenere ogni sei anni un apposito esame di idoneità psicofisica all’Asp. Capita non di rado che queste regole elementari non vengano seguite mettendo a repentaglio la stessa sicurezza familiare. Nel corso dei controlli è infatti accaduto di trovare armi nelle scatole delle scarpe, nei comodini o anche in comuni stanzini della casa, pericolosamente alla portata dei bambini. Inevitabile la denuncia alla Procura per omessa custodia ma anche per omessa denuncia di cartucce e ancora per omessa denuncia di trasferimento di armi. Sono i reati più comuni commessi per i quali una decina di persone è stata segnalata all’autorità giudiziaria dall’inizio dell’anno.

Denunce e confische. Negli ultimi dodici mesi i deferiti a piede libero sono oltre cinquanta e il bilancio della Pasi registra anche più di sessanta armi (fucili e pistole) sotto sequestro. Più della metà sono state quindi confiscate e finite nei depositi di un’apposita articolazione dell’Esercito a Palermo per le distruzione. Dagli uffici del primo piano della Questura sono partiti anche una decina di divieti di detenzione di armi indirizzate alla Prefettura e che vanno ad aggiungersi ai quasi duecento dell’anno scorso. La linea della “tolleranza zero” continua per tenere le armi lontano dai cosiddetti “malintenzionati”.