‘Ndrangheta, omicidio Patania: stangata per i “Piscopisani”. Arrivano tre ergastoli

La sentenza sull’uccisione del boss di Stefanaconi che diede origine ad una sanguinosa faida, è stata emessa dalla Corte d’Assise di Catanzaro nella giornata odierna

Tre ergastoli, una condanna a tre anni di carcere e due assoluzioni. Questa la sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Catanzaro (presidente Alessandro Bravin, a latere Giacinta Santaniello) nei confronti degli imputati dell’omicidio di Fortunato Patania, il boss di Stefanaconi, la cui uccisione diede inizio ad una cruenta faida tra il gruppo dei Patania, sostenuto dalla cosca Mancuso di Limbadi e quello dei Piscopisani. 

Proprio su questi ultimi grava il verdetto emesso oggi dalla Corte d’Assise di Catanzaro. Fine pena mai, per Rosario Battaglia, 33 anni di Piscopio, Rosario Fiorillo, 28 anni di Piscopio e Francesco La Bella, 44 anni di Piscopio. Assolto dall’accusa di Omicidio Michele Pietro Russo, 27 anni,  (difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Vincenzo Trungadi), condannato a tre anni per favoreggiamento.  Era accusato di essere l’uomo che aveva recuperato il killer dopo l’agguato. Assolto anche Salvatore Tripodi, 45 anni di Portosalvo.  

Aveva scelto invece di essere processato con il rito abbreviato davanti al gup Raffaele Moscato, 30 anni, detenuto a Rebibbia e attualmente collaboratore di giustizia, atteso in Aula il prossimo 21 giugno.  E’ lui che ha raccontato ai magistrati della Dda di Catanzaro ogni fase della cruenta faida scoppiata tra i Patania di Stefanaconi ed i Piscopisani. 

 Il pentito ha descritto nei dettagli l’omicidio a Nato Patania, assassinato in risposta all’uccisione avvenuta 48 ore prima dell’agricoltore Mario Michele Fiorillo di Piscopio.