“Nike di Samotracia”, primo premio ad Ivonne Evalto del “Colao” di Vibo

Il concorso è stato indetto dall’Ufficio regionale della Consigliera di Parità in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale ed il Coordinamento regionale delle Consulte studentesche

Ivonne Evalto, studentessa del Liceo Artico “Colao” di Vibo Valentia, vince il primo premio del concorso “Nike di Samotracia” con una rivisitazione de “La Gioconda”. La cerimonia si è tenuta presso la Cittadella regionale, oggi, 8 Marzo 2018, in occasione della”Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale” (“United Nations Day for Women’s Rights and International Peace”), istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. A valutare le candidature e consegnare i premi la Consigliera di Parità, Tonia Stumpo, la Responsabile del Coordinamento regionale delle Consulte studentesche e Politiche Giovanili, Franca Falduto e l’Esperta d’Arte, Wilma Pipicelli.

Il concorso è stato indetto dall’Ufficio regionale della Consigliera di Parità in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale ed il Coordinamento regionale delle Consulte studentesche della Calabria al fine di promuovere tematiche che possano far riflettere studentesse e studenti sulla complessità e lo sviluppo dell’universo femminile nella storia e sul ruolo della donna nella società odierna. Studentesse e studenti, frequentanti i Licei artistici della Calabria sono stati i destinatari del bando che ha invitato gli stessi a creare un prodotto artistico, elaborato nella forma e con la tecnica esecutiva da loro stessi liberamente scelta, al fine di rappresentare il tema delle Pari Opportunità ed il ruolo delle donne nella società e nel mondo politico. Tra le tante opere pervenute la commissione esaminatrice ha selezionato quelle a seguito descritte motivandole.

Primo premio: ”Scappa da quella finta gabbia dorata!” Ivonne Evalto, Liceo Artistico “Colao” di Vibo Valentia. Il riconoscimento della commissione va alla emozionante fantasia comunicativa che scaturisce dalla profonda riflessione sull’emergenza sociale della violenza di genere, nonché al talento artistico dimostrato nell’uso della tecnica detta “sanguigna” che rappresenta simbolicamente il sangue delle ferite reali in contrasto con il dorato della cornice irreale della vita di molte donne. L’autrice ha rivisitato con un’ironia molto amara la “Gioconda” di Leonardo da Vinci, il più popolare volto femminile della Storia dell’Arte: il sorriso enigmatico è il principale elemento di attrazione, ma, immaginando una mano che nasconde le labbra, quello che emerge è la disperazione impotente dello sguardo deturpato da quella stessa mano violenta che copre la bocca per impedire di urlare il dolore imponendo la vita in quella gabbia dorata dove regna la violenza e dalla quale ogni donna dovrebbe fuggire.

Secondo premio: ”Un mondo di Primavera”Liceo Artistico di Squillace (Lombardo e Gualtieri). Il riconoscimento della commissione va alla notevole abilità tecnica nell’elaborazione dell’oreficeria, settore artistico scelta dalle autrici per rappresentare una visione onirica del mondo femminile in cui prevalgono sentimenti positivi rappresentati dai fiori che popolano il mondo in cui sta crescendo un bambino, ancora in embrione protetto dall’abbraccio leggero dei due genitori: il messaggio di speranza che emerge è quello che ci si auspica venga diffuso.

Terzo premio: ”Nike di Samotracia”, Liceo Artistico di Cosenza (Alessia Imbrogno) Il riconoscimento della commissione va alla notevole abilità tecnica nell’elaborazione dell’arte scultorea attraverso la quale l’autrice ha voluto offrire un tributo all’intitolazione del concorso proponendo la riproduzione della Nike di Samotracia, attribuita al greco Pitocrito e conservata al Museo del Louvre come la Monna Lisa di Leonardo. La scelta del soggetto, giunta a noi dal mondo ellenico senza il capo, vuole lanciare il messaggio del diritto di vivere nell’estasi di una bellezza incompleta ma trionfante, celebrando l’esaltazione di una vittoria avvenuta più di duemila anni fa che ricorda al mondo il valore assolutamente intrinseco dell’imperfezione, dove il limite non priva la bellezza, ma la esalta.