Omicidio Muià, funerali in forma privata. La Questura: “Motivi di sicurezza pubblica”

Il 45enne era stato condannato per mafia a 6 anni nel processo “Crimine” e – in primo grado – a 7 nel processo “La Morsa sugli appalti”

Si celebreranno in forma privata i funerali di Carmelo Muià, il commerciante di carni di 45 anni assassinato la sera di giovedì scorso, durante un agguato, davanti alla sua abitazione di via Dromo a Siderno, nel reggino. Muià è stato freddato con sette colpi d’arma da fuoco che lo hanno raggiunto alla testa, al torace e alle spalle; ferito gravemente era stato trasportato nell’ospedale di Locri dove è però morto subito dopo.

Francesco Muia

Il provvedimento è stato preso dal questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, per “congiurare che la celebrazione dei funerali possa rappresentare occasione propizia per la commissione di azioni di rappresaglia, iniziative intimidatorie o illegali”. 

Muià era ritenuto infatti intraneo alla cosca di ’ndrangheta dei “Commisso” di Siderno, clan con ramificazioni in Canada, Argentina ed Australia, attivo nel narcotraffico e con infiltrazioni negli appalti pubblici e nel racket delle estorsioni. Il 45enne era stato condannato per mafia a 6 anni nel processo “Crimine” e – in primo grado – a 7 nel processo “La Morsa sugli appalti”.

Quello di Muià è il quattordicesimo divieto di funerali in forma pubblica e solenne che il Questore, dal 2015 ad oggi, ha emesso nei confronti di presunti appartenenti a cosche criminali della provincia ed “è l’ulteriore conferma – spiegano dalla questura dello Stretto – della linea di fermezza adottata dalle Istituzioni contro ogni possibile forma di illegalità ed a garanzia e tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”.