Scambio di killer tra clan Vibonesi e Reggini, confermata le condanne di Patania e Callea

Dieci anni di carcere per i due uomini che hanno assoldato due killer macedoni per uccidere Francesco Rocco Ieranò per una vendetta

La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva le condanne di Giuseppe Patania, 38 anni, di Stefanaconi, nel vibonese, e Salvatore Callea, 51 anni, di Oppido Mamertina, nel reggino. I due uomini sono  ritenuti responsabili del tentato omicidio di Francesco Rocco Ieranò, avvenuto il 25 luglio del 2012 nell’ambito di uno scambio di killer e favori fra i clan del Vibonese e del Reggino.

Le condanne Dieci anni di reclusione a testa la condanna per Giuseppe Patania e Salvatore Callea, accusati di aver reclutato dei killer macedoni residenti in provincia di Viterbo per compiere l’agguato su mandato dei Fossari di Melicucco, alleati dei Patania di Stefanaconi. Ventimila euro il compenso pattuito con i killer, poi passati fra i collaboratori di giustizia. Il fatto di sangue sarebbe stato programmato per vendicare la morte di Francesco Fossari, ucciso a Melicucco il 2 agosto 2011 da Rocco Ieranò insieme a Giuseppe Bruzzese, poi divenuto pure lui collaboratore di giustizia.

Il movente del primo omicidio Secondo quanto accertato dalle indagini, Giuseppe Bruzzese avrebbe deciso di vendicarsi di Fossari per la brusca rottura della relazione che legava la vittima con la sorella di Bruzzese. L’uomo fu trucidato nel primo pomeriggio del 2011 di fronte al cimitero di Melicucco. La procura di Palmi risolse in poco tempo il caso, arrestando Giuseppe Bruzzese e Francesco Rocco Ieranò, poi divenuto collaboratore di giustizia.