‘Ndrangheta, la denuncia di M5S: “A Vibo confine tra Stato e anti-Stato è sottile”

La parlamentare del Movimento Cinquestelle Dalila Nesci chiede di potenziare gli organici delle forze dell’ordine e coprire i posti vacanti in tribunale

“La recente vicenda dell’arresto per mafia del comandante della stazione dei Carabinieri di Sant’Onofrio riapre il problema della terzietà delle istituzioni pubbliche nel territorio vibonese”. Lo afferma, in una nota, la deputata M5s Dalila Nesci.

Dalila Nesci (M5S)Ambiguità. “Nella provincia di Vibo Valentia – aggiunge la parlamentare di Tropea – il confine tra Stato e antistato è sempre più sottile. Si sono registrate troppe ambiguità, perfino, addirittura, negli ambienti religiosi. Ciò impone al governo nazionale, anche alla luce dell’ormai nota pervasività di gruppi massonici deviati, di provvedere in modo chiaro e tempestivo. Anni fa – ricorda Dalila Nesci – portai la questione vibonese all’attenzione del Capo dello Stato, rilevando formalmente un sottovalutato inquinamento delle istituzioni pubbliche e le relative conseguenze, in termini di occupazione, reddito, efficacia della giustizia e di altri servizi essenziali”.

Rinforzi. “La situazione – denuncia – è sfuggita di mano anche grazie all’indifferenza di tanta parte della politica, che non ha trovato il coraggio di parlare e di agire nell’interesse della comunità locale. In tutta l’area vibonese – prosegue la parlamentare – c’è bisogno di potenziare gli organici delle forze dell’ordine, come ho chiesto da tempo, nonchè di assicurare la speditezza della giustizia penale coprendo i posti vacanti e aumentando il numero dei vari addetti. Soprattutto – conclude Nesci – serve la garanzia di un reddito dignitoso per i tanti disoccupati, proposto dal Movimento 5stelle ma non accolto dalla maggioranza, che vuole mantenere sotto scacco tanta parte della popolazione, spesso priva di alternativa e indotta ad accettare risapute logiche di dominio e l’adesione all’esercito dei corrotti”.