Gratteri agli studenti: “A Vibo c’è una ‘ndrangheta di Serie A, ma dovete credere in noi”

Il procuratore antimafia ha incontrato gli studenti del Liceo Scientifico “Berto”: “Vibo diverrà una città più sicura. Vi chiedo di credere in noi”

Si è svolto ieri pomeriggio al Liceo Scientifico “G. Berto” l’incontro con Nicola Gratteri , organizzato dall’associazione “ConDivisa”, dal movimento antimafia “Ammazzateci Tutti” in collaborazione con il Liceo “Berto”.  All’iniziativa hanno preso parte la dirigente  dell’istituto Caterina Calabrese, la professoressa Teresa Stella, la presidente dell’associaizone “ConDivisa” Lia Staropoli che ha sottolineato “la pericolosità delle ‘ndrine che operano nel vibonese e dei fiancheggiatori che vorrebbero apparire come ‘onesti’.  “Queste ‘ndrine – ha detto – in precedenza sottovalutate, adesso sono più pericolose e arroganti insieme ai loro fedelissimi fiancheggiatori. Serve una risposta incisiva da parte dello Stato”.

Clan di serie A. Nel suo intervento Nicola Gratteri ha ribadito che a Vibo Valentia esiste da sempre una ‘ndrangheta di serie A: “Sono ottimista per il futuro, Vibo diverrà più sicura. Vi chiedo di credere in noi”. Il procuratore Gratteri ha dialogato con gli studenti che gli hanno rivolto decine di domande, toccando svariati argomenti, si è soffermato sui danni che farebbe la legalizzazione delle droghe leggere, sull’enfatizzazione di figure negative da parte di alcune fiction di mafia: “Basta osservare – ha rimarcato – come adolescenti delle scuole medie si comportano, imitandoli nel parlare, nel vestire e persino nel modo di pettinarsi”.

Le famiglie di ‘ndrangheta. Sui matrimoni combinati tra famiglie di ‘ndrangheta ha sostenuto che ciò avviene “per rafforzare le alleanze tra ‘ndrine”, ma non sono famiglie felici perché la felicità non è rappresentata da una macchina potente e dai lussi. In realtà le spose sono le più infelici e per dormire sono costrette a fare uso di psicofarmaci. Chi decide di fidanzarsi con persone nate in questi contesti non può restare fuori dalle dinamiche delle ‘ndrine e si pentirà ben presto della scelta fatta”.

L’importanza della scuola. Gratteri ha concluso il suo intervento spiegando che per lui è importante parlare nelle scuole: “Ci sono magistrati e funzionari di polizia che hanno scelto questa strada dopo che mi hanno ascoltato. Ma ho deciso di incontrare gli studenti solo di pomeriggio, come in questo caso. Di mattina è importante per gli studenti non saltare lezioni di materie fondamentali per la propria formazione”.