Rifiuti tossici nel Vibonese, la verità rimane sepolta. Il Meet-up: "Interpellare il prefetto"
Desecretati già nel 2014 alcuni documenti che confermano la presenza di rifiuti radioattivi nella zona delle Serre, ma non si registra ancora alcun risultato
I rifiuti tossici sotto la lente d'ingrandimento. Il Meetup "Vibonesi" in Movimento - Amici di Beppe Grillo risolleva l'attenzione sulla tematica di stringente attualità. "E’ il 2014 - scrive in una nota - quando vengono desecretati alcuni documenti che confermano la presenza di rifiuti tossici e radioattivi in Calabria, in particolare nella zona delle Serre, e che fanno parlare del rischio di una situazione addirittura peggiore di quella della “ Terra dei fuochi” in Campania".
"Al momento però sembra che non se ne parli abbastanza, come se quei rifiuti non esistessero e come se il problema non dovesse interessare tutti noi cittadini che probabilmente subiamo le conseguenze di questi interramenti: l’aumento delle patologie tumorali in Calabria è giunto a livelli impressionanti. Cosa fare? Scrivere al prefetto di Vibo Valentia per chiedere informazioni al fine di conoscere i risultati prodotti dalle ricerche sulla presenza o meno di questi rifiuti tossici, ricordando che nel giugno 2014 fu disposta l’istituzione di una task force con il compito di verificare la presenza di scorie radioattive sotterrate nel territorio ed in particolare, appunto, nella zona delle Serre vibonesi. Proposito già attuato… siamo in attesa di una risposta".
"Bisogna fare pressione sulla Regione, e per il suo tramite sul Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, affinché vengano effettuate tutte le opportune analisi del territorio, si proceda ad una mappatura delle zone interessate e, di conseguenza, si inseriscano i siti all’interno del piano regionale delle bonifiche. Ma perché fermarsi qua? Ricordiamo che nell’aprile 2017 i registri tumori italiani accreditati da Airtum si sono riuniti per la prima volta in Calabria e che secondo le previsioni del direttore generale dell’Asp di Catanzaro, nella provincia di Vibo Valentia si entrerà a regime forse entro due anni".
"Infatti, anche nell’Asp di Vibo Valentia, precisamente nella struttura di Pizzo, si è attivata la registrazione delle patologie neoplastiche. L’attività di registrazione comprende la casistica che si è verificata nel triennio 2010-2012. Grazie all’istituzione di un registro tumori sarebbe possibile studiare le cause delle patologie tumorali, analizzare l’eventuale impatto di fattori sociali o ambientali e valutare l’efficacia dei programmi di prevenzione e screening. Nell’attesa che le cose evolvano possiamo fare qualcosa: smuovere le coscienze. Chi si ammala deve poter comprendere che ciò che gli è accaduto è imputabile a cause ben precise e non al caso".
