Ecodistretto a Sant’Onofrio, i Comuni “litigano” ma per SI non c’è più niente da fare

Mentre infiamma la polemica Il circolo cittadino di SI prende atto della decisione e quindi invita al dialogo e propone le sue linee guida per  la gestione dell’impianto

Continua ad essere alta l’attenzione sull’ecodistretto, con annessa discarica che dovrà essere realizzato a Sant’Onofrio per come deliberato dai sindaci dell’Ato del Vibonese. Un caso che ancora non è stato chiuso, considerato che dopo la riunione dei sindaci non si sono placate le polemiche e soprattutto tra i Comuni di Sant’Onofrio e Filogaso la tensione si è acuita. In tal senso, dopo le osservazioni inviate dal Comune di Filogaso è stata la stessa Regione Calabria a convocare i sindaci per affrontare la questione e un prossimo incontro è stato già fissato per il 19 dicembre.

L’intervento. Parla di errori commessi in tutto l’iter invece Aurelio Raniti, coordinatore del Circolo Sinistra Italiana di Stefanaconi – Sant’Onofrio. “Tanto si è detto e scritto, ingenerando a nostro avviso – spiega – allarmi ingiustificati e tantissima confusione, dovuta alla totale disinformazione nella quale versa la cittadinanza e, cosa ancora più grave, anche alcuni addetti ai lavori”. Per Raniti è stato “commesso un errore di metodo: a nostro avviso, prima di muovere qualsiasi passo, sarebbe stato doveroso rendere edotta e partecipe la popolazione; forse era il caso di consultare la volontà popolare dei cittadini del comune interessato, ricorrendo allo strumento referendario previsto dallo Statuto comunale. Alla luce delle risultanze non è più possibile percorrere questa strada; bisogna prendere atto del deliberato della Conferenza dei Sindaci, che ha individuato in quello di Sant’Onofrio il sito nel quale verrà realizzato l’Eco- distretto, ottemperando alle direttive imposte per legge”.

La proposta. Insomma, per SI non c’è più niente da fare e per questo l’invito è a “promuovere una discussione libera da condizionamenti che dia la possibilità ai cittadini di essere informati e sgomberare il campo da dubbi e perplessità, ascoltando i tecnici pro e contro l’impianto e ponendo loro domande e richieste”. Quindi, Raniti intende spiegare la posizione del Circolo “rimarcando quelli che riteniamo debbano essere i principi generali e fondanti, affinché si inizi una sana e costruttiva discussione informativa”.

La posizione. Dal circolo perciò si spiega la posizione in merito all’ecodistretto: “Nell’ordine riportiamo i principi che dovrebbero regolare la nascita e l’insediamento del progetto: riduzione al minimo dell’impatto ambientale, con conseguente salvaguardia della salute dei cittadini nel pieno rispetto dell’ambiente e delle sue forme di vita animali o vegetali che siano; idoneità del sito individuato rispondente ai parametri imposti per legge e possibilmente localizzato fuori dai centri urbani ed il più lontano possibile da scuole, asili, centri di aggregazione, impianti sportivi, ed in aree con assenza di falde acquifere e rischio idro-geologico; centralità dell’Eco-distretto ed annessa discarica di servizio, in modo che sia il più facilmente possibile raggiungibile dai 50 comuni del territorio vibonese, privilegiando la vicinanza ad uno svincolo autostradale o presenza di arterie stradali, che riducano al minimo il passaggio dei compattatori nei centri urbani per limitare l’inquinamento acustico ed ambientale e non pregiudicando il corretto scorrimento del traffico urbano”. E ancora: “Principio di convenienza economica per gli utenti, abbattendo i costi per lo smaltimento degli rsu indifferenziati promuovendo una corretta e sempre maggiore percentuale di differenziata; dimensionamento della discarica di servizio, nella quale dovrà essere conferito solo ed esclusivamente l’indifferenziato della raccolta rsu dell’Ato della provincia di Vibo Valentia, calcolando sia il suo giorno di apertura e di chiusura, aggiungendo inoltre che i rifiuti in essa depositati dovranno essere facilmente tracciabili e controllati per evitare eventuali conferimenti illegali di materiali pericolosi, nocivi e dannosi per l’uomo e l’ambiente; gli impianti di stoccaggio e quelli di conferimento dovranno essere aperti alle scolaresche ed ai comitati spontanei di cittadini che con le loro visite e controlli, per evitare comportamenti ambigui o illegali che ne possano pregiudicare il regolare funzionamento; limitazione dell’ingresso dei capitali privati nella costruzione e gestione dell’Eco-distretto e della annessa discarica di servizio, che dovrà avere una vita ventennale; dopo di che dovrà essere dismessa per esaurimento ed il sito bonificato e messo in pristino, ricostruendo l’habitat naturale iniziale”. Questi, dunque, “i principi generali che dovranno regolare l’impianto, in modo che possano coniugarsi la salute dei cittadini e dell’ambiente, i principi di economicità, ed il corretto trattamento degli rsu imposto per legge; l’auspicio – conclude Raniti – è che si giunga alla risoluzione di un problema cronico che in Calabria si trascina da anni, superando definitivamente la fase di commissariamento di un comparto che grava sempre di più sui bilanci comunali e di conseguenza sulle tasche dei cittadini”.