Accoglienza migranti nel Vibonese, contro Sprar e Centri pronti alle "barricate"
Centri Sprar e Cas nel mirino: Lo Bianco annuncia per Vibo un presidio permanente. Ventra (Fn) chiama a raccolta la popolazione
Che sia lo Sprar di Pizzo, di Tropea o quello di Vibo o il centro di accoglienza straordinaria del capoluogo la questione non cambia. Il leitmotiv è uno, infatti: no al business dei migranti. Così, dopo la protesta dei giorni scorsi dei residenti di via Murat, nel centro storico di Vibo, dove il Comune sembra intenzionato ad aprire un Cas per ospitare circa 20 migranti, gli animi non si placano. Lunedì in strada insieme ai cittadini erano scesi diversi esponenti del centrodestra, tra loro Anthony Lo Bianco, coordinatore cittadino Fratelli d'Italia-An che oggi rilancia.
Il presidio a Vibo. Lo Bianco, quindi, è pronto ad andare avanti e annuncia che sarà organizzato "un presidio fisso contro il nuovo centro Cas che sorgerà a villa Scrimbia, in pieno centro storico". Manifesta, insomma, vicinanza ai residenti in via Murat, "e – spiega - ascoltiamo le loro segnalazioni. In una strada con sicurezza zero e senza uscita – chiosa Lo Bianco - non possiamo che dare ascolto ai cittadini e promettere loro, il nostro sostegno". Si va avanti con la protesta, quindi, "perché la dignità e la sicurezza del cittadino viene prima di tutto". Da qui, l'invito di FdI-An alla popolazione, alle associazioni ed ai partiti politici, "ad unirsi alla nostra protesta che partirà dalla prossima settimana".
Da Vibo a Pizzo. C'è un filo che lega ormai la provincia e passa dall'accoglienza migranti che si sta organizzando in tutto il Vibonese. Organizzazione che, comunque, non sembra essere gradita da tutti. Così se a Vibo sono in tanti nel centrodestra ad essersi mobilitati, da Pizzo a lanciare l'allarme è Edoardo Ventra segretario provinciale di Forza Nuova Vibo Valentia. "Nei giorni scorsi – spiega - la Giunta di Pizzo, ha autorizzato la presentazione della domanda di adesione allo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e di predisporre le attività necessarie per la progettazione e gestione del centro". Per Ventra si tratta dei "soliti noti che, in vista dell’ampliamento del sistema dell’accoglienza “business”, si stanno già fregando le mani pensando ai loro torbidi affari". Ritenute, quindi, "assolutamente ridicole le motivazioni richiamate dal sindaco Callipo riguardo i presunti vantaggi e le opportunità per il territorio. Gli unici benefici sono per le cooperative e per i politicanti che le sostengono, mentre i cittadini subiscono solo i problemi derivanti dall'arrivo degli immigrati".Grave, poi, per FN la "delibera della Giunta, confezionata senza alcun dibattito e senza nessun coinvolgimento della cittadinanza".
Da Pizzo a Tropea e Briatico. Si contesta il metodo nonché il merito della questione, insomma, così come si annota che "la situazione è la medesima che sta per svilupparsi anche in quel di Tropea che, come abbiamo scritto sulle decine di striscioni che abbiamo affisso la scorsa notte, si appresta a mutare: da capitale del turismo a ghetto per immigrati!". Ma, spiega Ventra, "sorte peggiore, invece, è già capitata a Briatico con l'apertura di un Cas che ospita un centinaio di clandestini, i quali, qualche settimana fa, si sono addirittura resi protagonisti di un'aggressione". Una la conclusione, quindi, per Forza Nuova: questa è "la morte della Costa degli Dei!". Ma la segreteria provinciale del movimento annuncia che "non si limiterà ad esporre il suo dissenso ma, se la nostra classe politica continuerà per questa strada, abbiamo intenzione di dare vita ad una dura contestazione popolare, ovunque vorranno portare questi clandestini, forieri di degrado e problemi per il nostro popolo".
