Provincia Vibo, riflettori accesi su strade e scuole. Bevilacqua (Msn) scettico sull'arrivo delle risorse
Potranno farne uso, infatti, solo gli enti intermedi con un bilancio stabilmente riequilibrato. In alternativa servirebbe una deroga
"Le Province italiane sopravvissute al referendum costituzionale si trovano a causa della mancata attuazione della riforma Delrio senza soldi e senza risorse. La stessa riforma che avrebbe dovuto ridurre gli organismi intermedi tra Regioni e Comuni ridisegnando le ex Province, non solo non ha raggiunto lo scopo, ma ha addirittura peggiorato la situazione. Riemerge così il tema della gestione dei servizi fondamentali che senza soldi e senza finanziamenti non può materialmente essere attuata. Le Province a causa dei tagli degli anni scorsi (circa 2 miliardi di euro in meno) hanno iniziato la conta dei danni: nel solo Vibonese ci sono 450 km di strade dissestate e 33 edifici scolastici non a norma". Con queste parole il sen. Francesco Bevilacqua, componente della Direzione nazionale del Movimento per la sovranità, riaccende i riflettori sullo stato in cui versa la Provincia, aggravata dal conclamato dissesto.
Il ruolo del governo. "Sarebbe, perciò, necessario - ha precisato - un intervento governativo mirato e volto a risolvere il grave stato di default in cui versa l’Ente. Il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti si accompagna infatti all’impossibilità della Provincia di erogare qualsiasi servizio a partire dalle attività di gestione di scuole e strade. Oggi sembra aprirsi uno spiraglio con la convocazione della Provincia di Vibo al tavolo nazionale dell’Upi per la ripartizione dei fondi agli enti intermedi, messi a disposizione dal Governo attraverso il decreto legge n.91/2017".
Problemi di bilancio. "Le risorse governative che ammontano a 72 milioni di euro possono però essere elargite solo previa presentazione al ministero dell’Interno del bilancio stabilmente riequilibrato. Ragione per cui Vibo risulterebbe di fatto estromessa, in quanto impossibilitata per via del dissesto finanziario a presentare il bilancio. A questo punto le sorti della nostra Provincia appaiono segnate. E la domanda sorge spontanea: se per rimettere a posto l’Ente occorrono 25 milioni di euro (15 – ha spiegato il presidente Niglia per riportare in equilibrio i bilanci e 10 per ripartire), il Governo sarà disposto a derogare? In tale contesto si inserisce forse e non si può essere ignorata la protesta di alcuni sindaci della zona delle Serre che sono pronti invece a tornare sotto l’egida della provincia di Catanzaro. Restando così le cose l’unico modo per spingere il ministro degli Interni ad affrontare la grave situazione di dissesto della Provincia è quello di emettere un provvedimento di chiusura delle strade provinciali dissestate e delle scuole non agibili, per poi consegnare le chiavi dell’Ente al Prefetto. Forse a questo punto il Governo dovrà intervenire".
