Intreccio tra ‘ndrangheta e massoneria, “in Calabria 28 logge controllate dalle cosche”

Rivelazioni shock di un pentito che entra nei dettagli e conferma l’esistenza di un legame profondo già attestato da altri collaboratori di giustizia

‘Ndrangheta e massoneria, due rette affatto parallele e pronte ad intersecarsi quando gli interessi delle cosche e quelle delle logge finiscono per coincidere. Lo spaccato svelato dall’operazione “Mandamento” che ha visto finire dietro le sbarre 116 soggetti ritenuti in contatto con le cosche della jonica reggina e nel registro degli indagati 291 persone, tra cui l’assessore regionale Carmela Barbalace. 

Un’inchiesta dalla quale emergono in maniera evidente i rapporti stretti tra ndrine e logge. “In Calabria, su 32 logge 28 erano controllate dalla criminalità organizzata” come emerge dalle testimonianze dei collaboratori di giustizia, raccolte nell’ambito dell’operazione. “Le persone più importanti della ‘ndrangheta – sostiene il pentito Consolato Villani – sono massoni”. E “la gerarchia operativa, quella della ‘ndrangheta, arriva al massimo al grado del quartino, mentre le persone invisibili, quelle che sono più in alto ed hanno contatti con il mondo politico, con altre parti della società, sono i massoni”. 

Lo stesso Villani non esita a chiarire che lui non poteva accedere alla masso-mafia. Questione di gerarchie – scrive stamattina la Gazzetta del Sud – di blasone, di gradi criminali come lui stesso ammette. Di conseguenza, spiega agli inquirenti, non ha mai avuto la possibilità di capire ” chi è massone”. Perchè nella ndrangheta “Chi ha il Vangelo non parla con chi ha la Santa”. 

Nelle quasi tremila pagine del provvedimento, è lo stesso Villani ad introdurre dunque la differenza tra “la ndrangheta che si vede e le persone invisibili”, queste ultime da ricondurre a contesti massonici. Nel mirino finiscono ancora una volta “le due eminenze grigie della ndrangheta di Reggio”, gli avvocati Giorgio De Stefano e Paolo Romeo, entrambi coinvolti nell’inchiesta Gotha ed entrambi “facenti parte della P2 di Licio Gelli”.

Di massoneria parla anche Cosimo Virgiglio, un’altra gola profonda delle ndrine reggine. Il collaboratore di giustizia individua “un sistema criminale molto più ampio, in cui si fa espressamente cenno ad una componente riservata alla ‘ndrangheta”.