Gli inquirenti non ritengono che le persone finite agli arresti siano ricollegabili a una struttura verticistica. Niente legami, insomma, con la 'ndrangheta

La droga rimane una delle strade più semplici per arricchirsi. Ma cambiano i metodi di spaccio e di approvvigionamento, spesso si diversificano i luoghi e i percorsi. E poi succede per caso che un normale controllo dei carabinieri riesca ad scoperchiare un vero e proprio Vaso di Pandora. Proprio da un controllo sono partiti i  militari del Norm di Serra San Bruno nel Vibonese per arrivare all'arresto di ben 14 persone, tutte dedite a un'intensa attività di traffico di stupefacente.

Il procuratore. I dettagli dell'operazione sono stati chiariti questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenuta a Vibo Valentia, nella sede della Procura della Repubblica. "Sono stati fondamentali - ha confermato il procuratore Bruno Giordano - i tabulati dei cellulari e dei riscontri oggettivi effettuati dall'Arma dei carabinieri". Poi ha specificato: "L'indagine è stata eseguita con metodi tradizionali". Epicentro della rete di spaccio di droga l'area di Serra San Bruno e del suo comprensorio.  "L'ipocentro - ha tenuto a ribadire il procuratore della Repubblica - era invece costituito dal degrado culturale ed economico agganciato a una sottocultura malavitosa". Insomma, "sono parecchi quelli che ancora tentano di arricchirsi con lo stupefacente". Ma quale tipo di droga veniva coltivato e adibito allo spaccio? Principalmente "si trattava di hashish oltre che di cocaina".  

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Blitz dei carabinieri di Serra S. BrunoLe indagini. Lunga e dispendiosa l'attività condotta dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile diretti dal capitano Ivan Losciale. "Alla fine - ha detto il sostituto procuratore della Repubblica Filomena Aliberti che ha seguito le indagini  - sono stati i servizi fotografici, ma anche l'incrocio di dati sui cellulari con ricariche postepay,  le piantagioni, la possibilità di vedere i soldi, l'utilizzo di una terminologia eloquente  a consentire all'ufficio di Procura di chiudere il cerchio".  Quanto ai possibili collegamenti con la criminalità organizzata e la cosca Mancuso, ha puntualizzato: "Questa non è un'associazione. Si tratta di individui che si muovevano a volte insieme altre in maniera indipendente. Non è stata rilevata la presenza di una struttura verticistica". 

https://youtu.be/LRZdkt4HQ9I

Gli investigatori. Soddisfatto dell'operazione il capitano dei carabinieri della compagnia di Serra San Bruno Mattia Ivan Losciale. "I risultati sono stati davvero gratificanti. E il bello è che tutto è partito da un controllo dei carabinieri che hanno ritrovato Davide Tassone in possesso di 70 grammi di marijuana. Prima che gli venisse sequestrato, il giovane ha tentato anche di distruggere il telefono, ma senza riuscirci. Abbiamo analizzato le chat e siamo risaliti al tutto grazie ad un quadro indiziario molto valido. Il gip ha richiamato in toto, infatti, l'informativa che noi abbiamo presentato. Alla base dell'organizzazione c'era una triade che gestiva le operazioni, ma non si può parlare di una struttura organizzata". 

Blitz antidroga nel Vibonese, irreperibile Emanuele Mancuso. Arrestate 14 persone (NOMI)

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