Scene da Gomorra a Vibo, telefona e gli spara sulla porta. Si indaga per tentato omicidio
Si restringe il cerchio dei sospetti dopo il fallito agguato di ieri nel quartiere Affaccio, i carabinieri si concentrano sulla sfera privata dell’uomo. Ore contate per l'autore della sparatoria
di MIMMO FAMULARO
Si chiama Massimo Ripepi, il 41enne già noto alle forze dell'ordine, che nel pomeriggio di ieri è sfuggito ad un vero e proprio agguato nel quartiere Affaccio a Vibo Valentia. Gli inquirenti tendono ad escludere la pista della criminalità organizzata. La 'ndrangheta, almeno stavolta, non sembra aver avuto un ruolo anche se il tentato omicidio è maturato in un contesto di cultura comunque mafiosa.
Scene da gomorra. Inquietante la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Vibo che stanno effettuando le indagini per fare luce sull'episodio. Da quanto emerso nelle ore successive al fallito agguato, la vittima sarebbe stata infatti chiamata al telefono mentre si trovava a casa della madre, in via Savelli, in località Feudotto, periferia sud di Vibo Valentia. Chi ha sparato evidentemente conosceva bene Ripepi e lo ha chiamato al cellulare invitandolo a scendere giù in strada. Appena aperto il portone d'ingresso il 41enne si è visto di fronte una persona a bordo di uno scooter con volto coperto dal casco. Uno, due, tre, quattro colpi di pistola sparati in rapida successione, ad altezza uomo e da distanza ravvicinata. Colpi sparati con una pistola di piccolo calibro, probabilmente una 6,35. Nessuno andato a segno. Massimo Ripepi è stato lesto a chiudere la porta e a fuggire.
Tentato omicidio. L'agguato è così fallito e al killer altro non è rimasto che far perdere le proprie tracce dileguandosi a bordo del motorino con il quale era giunto sul posto. Chi ha sparato lo ha fatto evidentemente per uccidere ma non è riuscito a centrare il bersaglio. Per cui i militari nel Nucleo investigativo dei carabinieri procedono per tentato omicidio e, a quanto pare, sarebbero già sulle tracce dell'autore della sparatoria. Il cerchio dei sospetti si restringe con il passare delle ore e la pista più battuta dagli inquirenti è quella privata. Nel recente passato Massimo Ripepi ha avuto problemi con la giustizia ed è quindi noto alle forze dell'ordine per piccoli precedenti legati a truffe e gioco d'azzardo. Agli stessi carabinieri avrebbe detto poco o nulla, ma una frase, in particolare, può dire tutto: "Sono cose mie private".
La versione della vittima. In merito alla ricostruzione del fallito agguato a Vibo che Zoom24 ha riportato attenendosi alle informazioni ricevute da fonti qualificate, riceviamo e pubblichiamo la versione della vittima Massimo Ripepi: " Per quanto concerne l'episodio verificatosi in data 4 giugno 2017 alle ore 16. 30, il sottoscritto non è stato né contattato telefonicamente né tantomeno avvisato al citofono con l'intenzione di scende in strada . Io stavo uscendo dalla mia abitazione di mia spontanea iniziativa per fare una passeggiata".
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