Sono piccole evasioni quotidiane quelle che la prima scuola di teatro, con sede a Vibo, propone agli aspiranti attori

di ILARIA LENZA

Vestire per un giorno i panni di un pirata o quelli di un nobile, interpretare il dramma di una donna contemporanea o, ancora, cimentarsi nel ruolo di un uomo qualunque. Sul palcoscenico si può, si può impersonare ciò che non si è, ci si può concedere di inscenare vite che non saranno mai le proprie. Una sorta di fugha dalla realtà quotidiana, che, a Vibo, diventa organizzata. Nasce, infatti, all'interno dell'offerta culturale del Sistema bibliotecario vibonese, la scuola di teatro "Fughe organizzate", non un semplice laboratorio teatrale, ma un vero e proprio percorso di formazione per gli appassionati di teatro amatoriale.


La scuola. Si tratta, innanzitutto, di una "proposta aggregativa", nella quale gli entusiasmi, le idee e diverse professionalità si sono trovati insieme. La scuola, dedicata in questa prima fase agli aspiranti attori amatoriali, prende vita all'interno del Polo culturale Santa Chiara, diretto da Gilberto Floriani, sotto la direzione artistica di Francesco Malorzo, che ne è il fondatore. Del noto e talentuoso commediografo e drammaturgo calabrese è anche l'intuizione, sostenuta pure dall'associazione culturale "Azzurra" e dalla Federazione italiana teatro amatoriale (Fita). Oltre alla direzione di Malorzo, è prevista la presenza di un coach, chiamato a guidare gli aspiranti "fuggitivi" in queste piccole evasioni dal reale. Il compito è stato affidato a Davide Fasano, giovane attore dal talento eccezionale e di origini calabresi. Il percorso si articolerà in lezioni strutturate settimanalmente da ottobre a giugno e suddivise in moduli (improvvisazione, dizione, lettura, eccetera). Le iscrizioni sono aperte e per qualunque informazione è sufficiente rivolgersi al Sistema bibliotecario vibonese. A conclusione dell'anno "accademico" la scuola produrrà uno spettacolo teatrale vero e proprio. Prima di allora, a giugno, il team si presenterà al pubblico con un evento pensato ad hoc.

In foto, da sinistra verso destra, Giuseppe Minniti, Gilberto Floriani e Francesco Malorzo.

La filosofia. "Il Sistema bibliotecario – ha spiegato Floriani, nel corso della conferenza stampa di presentazione della scuola, tenutasi ieri nel palazzo Santa Chiara – ha come filosofia di vita fare di questo polo un punto di convergenza culturale di quegli interessi che si muovono nella città". L'interesse per il teatro amatoriale, di recente, si è rafforzato nel contesto vibonese, nonostante l'attuale indisponibilità di una sede in cui dare collocazione in città a questa forma d'arte. "Un problema - ha sottolineato Floriani - che speriamo possa risolversi presto". Intanto, c'è un percorso di formazione, un'esperienza inedita per la Calabria, non solo per Vibo. "Il teatro – ha affermato Malorzo – è un qualcosa di magico, aiuta a superare la timidezza, migliora e stimola la relazione fra le persone: è un modo di esprimersi. Volevamo fare qualcosa di organizzato, con l'augurio di riuscire a trasmettere la voglia di fare teatro". La nascita di questo progetto, ha detto il referente nazionale della Fita, Giuseppe Minniti, "è un momento quasi storico per la Calabria e per la città". "Questo - ha aggiunto - è un punto di partenza, la Fita potrà fare arrivare attori esperti per un contributo di formazione nella scuola. C'è il nostro impegno a far diventare questo un punto importante per la Calabria". Un punto nel quale si è ben disposti all'inclusione delle realtà di questi tipo già presenti sul territorio.