Ha un nome illustre il vincitore della prima tappa calabrese della corsa rosa che risale al 27 maggio del 1929. Storica l'edizione del 2005 che partì da Reggio Calabria

di MIMMO FAMULARO

La Calabria e il Giro d’Italia, una storia non ancora centenaria ma che si ripete ciclicamente dal 27 maggio del 1929. Quel giorno, in piena epoca fascista, la corsa rosa approdò per la prima volta sulle strade calabresi. Partenza da Potenza e arrivo a Cosenza per una tappa inedita ed un vincitore illustre, Alfredo Binda, leggenda del ciclismo italiano e non solo. La prima frazione tutta calabrese si registrò l’anno successivo quando Luigi Marchisio si aggiudicò la Reggio Calabria-Catanzaro. Il giorno dopo il bis con la Catanzaro-Cosenza e il trionfo di Domenico Piemontesi. Era il Giro del 1930, quello partito da Messina. Poi una pausa lunghissima di quasi venti anni.

Bartali&Coppi. Fino al 1949, l’epopea di Bartali e Coppi. Tappa lunghissima: la Villa San Giovanni-Cosenza di 214 chilometri vinta da Guido De Santi. Il giorno dopo Fausto Coppi avrebbe trionfato nella Cosenza-Salerno andando poi a prendersi la maglia rosa nelle ultime tre tappe. Nel 1954 il Giro partì da Palermo e approdò ancora in riva allo Stretto con una nuova tappa Reggio Calabria-Catanzaro. Vinse Nino Defilippis.

Il Giro di Pepè Canale. Negli anni Sessanta la corsa passò per ben tre volte: nel ‘61 con la Reggio-Cosenza vinta dallo spagnolo Suarez (primo acuto straniero sulle strade calabresi), nel ‘65 con la Maratea-Catanzaro che registra il successo del belga Brands e con la Catanzaro-Reggio che va all’italiano Durante, nel ‘67 con la vittoria del francese Jean Stablinski nella frazione Reggio-Cosenza. Sono gli anni del reggino Pepè Canale, professionista dal 1959 e subito tesserato con la San Pellegrino di Gino Bartali. È il primo calabrese ad iscriversi al Giro. Negli anni Settanta il Giro tocca ancora Cosenza, Catanzaro e anche Reggio. Tre tappe in una sola edizione, quella del 1972. Un record. Il belga De Vlaeminck vince la prima frazione, lo svedese Patterson la seconda e l’italiano Benfatto la terza. De Vlaeminck fa il bis nel ‘75 quando si arriva per la prima volta a Castrovillari e, addirittura, il tris nella Reggio-Cosenza del ‘76. Sono gli anni del “cannibale” Eddy Merckx e di un altro fuoriclasse del ciclismo italiano, Felice Gimondi.

Pino FaracaLa maglia bianca di Pino Faraca. Gli anni Ottanta invece si aprono, invece, nel segno del cosentino Pino Faraca, maglia bianca del Giro, simbolo di miglior giovane dell’edizione del 1980. L’anno dopo si corre la Cosenza-Reggio Calabria con l’affermazione di Serge Parsani. Beppe Saronni e Francesco Moser si contendono la maglia rosa, ma quel Giro segna il trionfo di Giovanni Battaglin. Il calabrese Faraca è nel gruppo che nel 1982 affronta l’inedita tappa Palmi-Camigliatello che segna la vittoria del francese Becaas. In Sila Moser conquista la maglia rosa, ma la vittoria finale andrà ad Hinault.
Nel 1985 successo dell’iberico Acacio da Silva nella Crotone-Paola. Dodici mesi dopo il primo abbraccio con la provincia di Vibo Valentia: a Nicotera storica vittoria di Baronchelli ed il giorno dopo nella Nicotera-Cosenza successo di prestigio dell’americano Greg Lemond, stella di quegli anni insieme al francese Laurent Fignon. Nell’89 una tappa parte da Scilla e arriva a Cosenza (trionfo di Jaermann). Negli anni Novanta salgono in cattedra le Terme Luigiane.

Michele CoppolilloGli anni di Coppolillo. Nel ‘96 la corsa prende il via dalla Grecia e sbarca prima a Catanzaro e poi a Crotone. Nel ‘97 si torna a Castrovillari e nel 1999 si registra la prima volta di Vibo con il francese Jalabert che vince allo sprint sul traguardo delle Terme Luigiane. E’ l’edizione di Madonna di Campiglio e della squalifica per doping che segnerà l’inizio della fine di Marco Pantani. All’alba del nuovo millennio tocca a Scalea. Sono gli anni dello scalatore cosentino Coppolillo e del campioncino sidernese Sgambelluri.

Reggio nella storia. Nel 2005 la storia nella storia con la partenza del Giro da Reggio e il primo arrivo a Tropea con la vittoria del campione olimpico Paolo Bettini che stacca tutti. Nel 2008 la provincia di Vibo è ancora protagonista con la partenza da Pizzo e la vittoria di Cavendish a Catanzaro. Tre anni dopo Oscar Gatto imiterà Bettini vincendo a Tropea nell’anno della squalifica per doping di Contador e del Giro vinto dal compianto Michele Scarponi. Nel 2013 altro arrivo inedito, a Serra San Bruno, sempre nel Vibonese, con il trionfo di Enrico Battaglin. Un anno fa la Catanzaro-Praia a Mare e vittoria di Diego Ulissi. Dal passato al presente con la Reggio Calabria-Terme Luigiane, altra frazione interamente calabrese destinata a scrivere un’altra pagina di storia.