Emergono nuovi particolari dall'inchiesta congiunta di carabinieri e polizia che ha portato al fermo di 15 persone, ritenute vicine ai Condello e ai Tegano di Archi (VIDEO)

Sono 15 le persone coinvolte nell'operazione "Eracle" che ha portato al fermo di esponenti di primo piano della cosca Condello di Reggio Calabria, che agendo in sintonia con alcuni "rampolli" della cosca Tegano, avevano assunto la gestione monopolistica dei servizi di "buttafuori" dei principali locali d'intrattenimento serale e notturno di Reggio Calabria.

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Mani sulla movida. L'attività d'indagine ha consentito di accertare come esponenti di primo piano della "cosca Condello" avessero assunto la gestione monopolistica dei servizi di "Buttafuori" presso i principali locali d'intrattenimento serale e notturno della città di Reggio Calabria. Secondo le accuse gli indagati, attraverso la gestione di tale servizio, non solo traevano il profitto conseguente al suo esercizio monopolistico ma lo sfruttavano anche quale volano del metodo intimidatorio, caratterizzante l'operato della 'ndrangheta, sino al punto da ferire a colpi d'arma da fuoco, a distanza di alcune ore e dopo averlo ricercato per la città, un avventore di un locale che aveva messo in discussione la loro autorità criminale. L'episodio in questione riguarda il ferimento di Andrea Facciolo avvenuto al bar Snoopy lo scorso del 29 agosto 2015.


La genesi dell'inchiesta. L'indagine ha mosso i primi passi dal monitoraggio di Domenico Nucera, ritenuta dai investigatori una presenza assidua della pizzeria “Mirablù”, ubicata nel centro città e luogo di ritrovo per numerosi esponenti dello schieramento condelliano. Secondo gli inquirenti, il locale formalmente intestato a Natale Antonio Canale, era di fatto gestito da Domenico Nucera, compagno della figliastra di Canale. Secondo le indagini Nucera intratteneva buoni rapporti di amicizia con Domenico Tegano, figlio del boss Pasquale, che sovente veniva notato vicino ai locali della pizzeria nonché in una delle auto in uso allo stesso Nucera. Da qui gli inquirenti ipotizzano "un'indubbia commistione tra i membri di cosche storicamente contrapposte". 

Le corse clandestine dei cavalli. Un altro particolare riguarda le corse clandestine dei cavalli. Nucera era infatti un assiduo frequentatore di un ricovero per equini che gli inquirenti attribuiscono alla famiglia Condello pero conto della quale la "scuderia" effettuava ripetutamente corse clandestine sullo scorrimento veloce Gallico-Gambarie. Lo stesso Nucera impartiva anche disposizioni sui farmaci da somministrare ai cavalli per migliorarne le prestazioni.

Il traffico di droga. Con lo sviluppo delle investigazioni, è stato accertato come, sfruttando la gestione capillare del servizio di buttafuori, alcuni sodali avessero avviato un fiorente traffico di sostanze stupefacenti (cocaina e marijuana) strutturando una stabile organizzazione criminale, caratterizzata da una ramificata vendita al dettaglio, operante sia nei locali notturni, in cui si erano infiltrati grazie alla predetta gestione del servizio di buttafuori che in alcuni punti della città. E' stato, poi, accertato come alcuni di questi fossero anche autori di inquietanti, specifici episodi di estorsione, rapina ed altri reati che hanno minato la serenità ed il tranquillo vivere civile della popolazione cittadina.


I Morelli e il sottogruppo. L'indagine ha consentito di disarticolare "la dirigenza di un numeroso e pericoloso sottogruppo criminale", inserito in quella che gli inquirenti definiscono "Cosca Rugolino" ed avente come base operativa il quartiere di Arghillà, con a capo i fratelli Cosimo, Fabio ed Andrea Morelli. Il sottogruppo operava nel settore dei furti di autovetture, nelle abitazioni ed altri reati predatori (scippi), nel traffico di stupefacenti. Lo stesso gruppo - secondo i riscontri degli investigatori - sarebbe dotato di una ingente disponibilità di armi da fuoco che lo aveva reso punto di riferimento anche per altre compagini criminali della zona. Lo stringente monitoraggio degli indagati e la volontà di approfondire la preoccupante diffusione di armi da fuoco tra i soggetti intercettati, ha consentito sia di individuare ulteriori esponenti della "cosca Stillitano" (i cui vertici erano stati tratti in arresto nell'ambito dell'indagine denominata "Sistema Reggio") che di identificare individui alcuni fornitori di armi e munizionamento in favore di esponenti delle cosche cittadine.

La rapina al "Center Stock". Tra le pagine dell'inchiesta si fa riferimento anche alla rapina perpetrata ai danni del "Center Stock" di viale delle Calabria nel dicembre del 2016. "Nell’immediatezza dei fatti - annotano gli inquirenti - veniva tratto in arresto il Bruno Magazzù e recuperata la somma di 31.940,00 euro mentre il suo complice riusciva a darsi alla fuga con parte della refurtiva. Nel corso dell’indagine si riusciva si comprendeva che il  Nucera ed il Ferrante avessero piena consapevolezza di quanto occorso. Gli stessi, inoltre, provvedevano al sostentamento della famiglia del Magazzù ristretto in carcere".

 

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