Meningite dopo sbarco dei “Mille”, a Vibo profilassi per operatori e volontari

L’Asp chiarisce che l’intento è preventivo e non esiste alcun allarme. I decessi dei due giovani sono da ricondurre infatti a una “sindrome da schiacciamento”

Operatori sanitari e volontari impegnati nell’ultimo sbarco di Vibo Marina, quello dei “Mille”, sono stati convocati dall’Asp di Vibo Valentia per essere sottoposti a profilassi antimeningite. Dovranno tutti presentarsi questa mattina alle 12 nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Jazzolino. La decisione è stata assunta in via assolutamente preventiva e non a seguito della morte dei due migranti (deceduti a Vibo ed a Bari nei giorni scorsi). Entrambi i giovani, infatti, hanno perso la vita non per la meningite ma perchè vittime di “sindrome da schiacciamento”. 


Ad ogni modo, constatata la preoccupazione che serpeggiava tra operatori e volontari, la direzione generale dell’Asp di Vibo ha deciso di attivare il protocollo antimeningite. 

Nelle scorse ore, peraltro, Domenico Furgiuele, coordinatore regionale di Noi con Salvini, si era fatto promotore con i vertici del partito per arrivare ad un’interpellanza parlamentare sulla questione della tutela preventiva degli operatori chiedendo  al ministro della Salute intendesse attivare protocolli straordinari a causa degli sbarchi.  

Nella fattispecie,  era stato sollevato il caso di un carabiniere del 14° battaglione, ricoverato all’ospedale Pugliese di Catanzaro dopo aver contratto la meningite per mancanza di posti nel presidio vibonese, intasato dopo lo sbarco. Ebbene, “la meningite – ha chiarito questa mattina il dott. Antonio Talesa – è stata contratta non per contagio, ma a seguito della degenerazione di un’otite streptococcica. E comunque, tutti coloro i quali sono venuti a contatto con il militare sono stati sottoposti prontamente a profilassi”. 

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