Alcuni imputati  travolti nella maxi inchiesta contro il clan Mancuso hanno avanzato richieste di giudizio abbreviato, che verranno formalizzate dal gup il 31 marzo prossimo. 


di GABRIELLA PASSARIELLO

“Tutti a giudizio”. I pubblici ministeri Andrea Mancuso e Annamaria Frustaci al termine della requisitoria hanno chiesto al gup Pietro Carè di mandare a giudizio settantanove degli ottantadue imputati travolti nella maxi inchiesta “Costa Pulita”, contro il clan di ‘ndrangheta dei Mancuso e le consorterie collegate degli Accorinti, La Rosa e Il Grande, attive nei comuni del litorale tirrenico della provincia Vibonese, colpendone vertici e sodali. Una richiesta che è arrivata dopo aver prodotto un’ ulteriore documentazione riguardante le elezioni comunali di Briatico. Già nell’udienza del 10 marzo scorso il pubblico ministero aveva depositato nuovi atti dei carabinieri di Vibo Valentia riguardanti la vita amministrativa dello stesso Comune di Briatico dal 2008 ad oggi. Restano stralciate le posizioni degli imputati Claudia Barbuto, Domenico Simonelli e Antonio Merenda per difetti di notifica nella richiesta di rinvio a giudizio.

Antonino Accorinti

Richiesta di rito alternativo. Nonostante la richiesta di rinvio a giudizio formulata oggi nell’aula bunker dai pubblici ministeri, hanno chiesto il rito alternativo Antonino Accorinti, Antonio Accorinti, Sergio Bagnato, Giuseppe Evalto, Francesca Galea, Giuseppe Granato, Carmine Grande, Ferdinando Grande, Felice Iacono, Giancarlo Lo Iacono, Andrea Niglia, Francesco Prestia, Pasquale Prossomariti, Salvatore Prostamo, Carlo Russo e Evgeniya Umyarova e non è escluso che ci saranno altre richieste di rito alternativo nell’udienza calendarizzata per giovedì prossimo, che si aggiungono a quelle già avanzate il 10 marzo. Richieste di rito abbreviato che comunque verranno formalizzate in aula il 31 marzo.

Cosmo Michele Mancuso

Il castello accusatorio. Le accuse, da cui si dovranno difendere gli imputati, vanno a vario titolo dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, alle estorsioni, all’usura, agli appalti truccati, ai danneggiamenti e alla detenzione illegale di armi. Ci nomi “eccellenti” del panorama criminale vibonese, dai boss Cosma Mancuso, 68 anni di Limbadi, già condannato nel processo “Dinasty” quale boss dell’omonimo clan, e Pantaleone Mancuso alias “Scarpuni”, a Nino Accorinti e Carmelo Il Grande. Un vero e proprio tsunami che ha travolto anche il mondo politico- amministrativo locale del Comune di Briatico come l’ex sindaco Francesco Prestia, l’attuale presidente della Provincia di Vibo Valentia e sindaco di Briatico Andrea Niglia, all’epoca dei fatti consigliere di minoranza ma già in passato primo cittadino del centro costiero, Francesco Crigna, ex vice sindaco del Comune di Parghelia. L’accusa ipotizzata dalla Dda di Catanzaro nei confronti di Andrea Niglia è di corruzione elettorale aggravata dalla mafiosità. Francesco Crigna è invece considerato dagli inquirenti in stretto contatto con esponenti della famiglia Il Grande, referenti della cosca Mancuso. Nel corso delle indagini è emerso che Crigna avrebbe falsamente attestato, in favore di un componente della famiglia Il Grande, il possesso dei requisiti necessari alla assegnazione di un alloggio da parte dell’Aterp di Vibo. Questa attività avrebbe permesso all’esponente politico di ottenere come contropartita l’impegno a reperire voti a favore dell’amministratore pubblico e di altri suoi alleati politici in occasione di consultazioni elettorali. E ancora Domenico Grillo, dipendente civile del dipartimento marittimo della Capitaneria di porto di Vibo Marina e Aldo Gallucci, dipendente della Capitaneria di Porto di Vibo Marina. 

Il collegio difensivo. Tra gli avvocati impegnati in “Costa Pulita compaiono i nomi di Salvatore Staiano; Vincenzo Cicino; Francesco Schimio; Gregorio Viscomi; Francesco Gambardella; Armando Veneto; Giuseppe Di Renzo; Francesco Sabatino; Antonio Porcelli; Mario Bagnato; Francesco Muzzupappa; Francesco Calabrese; Paola Stilo; Stefania Mantelli; Giovanni Vecchio; Nicola Marcella; Riccardo Adamo; Vincenzo Gennaro; Giovanni Aricò; Enzo Galeota; Luca Cianferoni; Adriano Bazzoni; Michele Accorinti; Francesco Muzzopappa; Carmine Pandullo; Vincenzo Trungadi; Giuseppe Bagnato; Diego Brancia; Sergio Rotundo; Pietro Marino; Antonello Fuscà; Gabriele D'Ottavio; Pasqualino Circosta; Giuseppe Altieri; Guido Contestabile; Massimo Pugliese; Francesco De Luca; Anselmo Torchia; Daniela Garisto; Marco Talarico e Sandro Furfaro.

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