Mense ospedaliere in crisi, a Vibo i costi più elevati della Calabria

La diminuzione dei ricoveri e la chiusura di alcuni reparti per la fatiscenza delle strutture determinano una situazione ormai insostenibile

Il costo delle mense negli ospedali vibonesi è il più alto della Calabria. Le spese sono determinate da sue fattori: da una parte la diminuzione dei posti letto, dall’altra l’esigenza di mantenere in servizio il personale esterno.  Un vero e proprio ostacolo davanti al quale neppure i sindacati sono riusciti nell’intento di mediare. 

I numeri. Poco più di trenta lavoratori sono impiegati da anni in questo settore. Tra cucine, sale mensa, reparti e laboratori. Numeri difficili da mantenere ora che i nosocomi sono passati da 350 a circa 150 posti letto, con una contrazione superiore al 50%.  E non è tutto. Le carenze strutturali e la diminuzione del personale sanitario – scrive stamane la Gazzetta del Sud – hanno comportato la chiusura di alcuni reparti con conseguente aumento dell’emigrazione sanitaria in direzione di altre strutture regionale, oltre che verso il Centro-Nord. 

Dalla Siarc alla Dussman. Tutto è iniziato nel 2007, quando l’appalto per il servizio-mensa se lo era aggiudicato la Siarc. Tre anni che divennero un calvario con situazioni strutturali  gradualmente degenerate fino ad arrivare alla chiusura di reparti a seguito di varie ispezioni dei Nas.  Nel 2010 l’azienda fece rescindere il contratto, il cui costo ammontava allora a 10 euro a paziente. Ne scaturì una lunga mediazione, e venne messo a punto un nuovo capitolato d’appalto.  Oggi le cose non sono affatto migliorate. Con meno pazienti e meno posti letto, servono ben 16 euro a paziente. Un costo altissimo, il più elevato della regione. Intanto, oggi riapre il punto di cottura di Tropea. Per lo Jazzolino bisognerà aspettare.