I parenti di Antonella sono ancora increduli per quanto accaduto e confessano che il presunto assassino era uno di famiglia


"Non vogliamo vendetta. Ammazzarlo sarebbe troppo facile. Deve scontare la sua pena tutti i giorni. Chi uccide non merita di stare nella civiltà, deve stare in carcere, a vita". Queste le parole della nipote di Antonella Lettieri, intervistata in diretta durante la trasmissione di Canale 5 'Pomeriggio 5'. Nel corso del collegamento le quattro nipoti della vittima hanno più volte ripetuto che la zia era "come una mamma". Quindi una di loro ha detto che Salvatore Fuscaldo, il 50enne sottoposto a fermo per l'omicidio, "era uno di famiglia. Non avremmo mai potuto immaginare. Perché l'ha fatto? Ci facciamo mille pensieri ma non riusciamo a metterli insieme. Non sappiamo ancora perché".

Un paese sotto shock: "Lei mi diceva che non stava bene con lo stomaco e credevo che fosse morta per una cosa del genere. Non potevo pensare che fosse stata ammazzata. Quando ho capito cosa era successo, non ho capito più niente. Ancora sono scioccato". Lo ha detto Francesco Manfredi - l'uomo che, come atto dovuto aveva ricevuto un avviso di garanzia dopo la morte di Antonella Lettieri - alle telecamere della "Vita in diretta" su Raiuno.


"Ho il cuore bloccato - ha aggiunto Manfredi, che corteggiava la commessa di 42 anni uccisa nella sua abitazione di Cirò Marina - è una persona che amo e vengo accusato nello stesso tempo". Manfredi ha poi precisato che con Lettieri "si sentiva solo al telefono. Rarissime volte quando usciva con le amiche la corteggiavo. Ma lei si manteneva sui suoi passi. Io le dicevo 'ti do tutto il tempo che vuoi, ti aspetterò sempre'".