L'omicidio di Sant'Angelo di Gerocarne ha attirato l'attenzione della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, subito informata dell'accaduto

di MIMMO FAMULARO

E' stato un omicidio dalle modalità cruente quello che è costato la vita a Domenico Stambè, classe '62, gommista ed autotrasportatore di Sant'Angelo di Gerocarne, nelle Preserre vibonesi. Un'esecuzione dalle modalità mafiose che ha subito attirato l'attenzione della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, informata dell'accaduto. L'indagine resta nelle mani della Procura ordinaria di Vibo e viene coordinata dal procuratore facente funzioni Michele Sirgiovanni che ha già disposto per lunedì l'autopsia sul corpo del 55enne. Lo sviluppo dell'inchiesta, condotta sul campo dai carabinieri, darà risposte ulteriori sulla matrice dell'agguato che, per il momento, resta un mistero. Come resta al vaglio della Dda l'intero fascicolo, pronto a prendere la strada di Catanzaro non appena gli investigatori avranno chiarito il movente che ha scatenato la follia omicida.

Agguato nel Vibonese, 55enne ucciso a colpi di fucile in una zona di campagna (FOTO-VIDEO)

Delitto efferato. Domenico Stambè è stato colpito in faccia da due colpi di fucile caricati a pallettoni. Chi ha sparato lo ha fatto per uccidere e ha sparato da distanza ravvicinata. L'uomo è stato quindi completamente sfigurato. Particolarmente macabra la scena del crimine che i carabinieri del Nucleo investigativo diretti dal capitano Valerio Palmieri hanno subito provveduto a cristallizzare per acquisire il maggior numero di elementi utili all'indagine. Ad avvisarli è stato il nipote della vittima intorno alle otto. E' stato lui ad accorgersi di quanto era accaduto poco prima in contrada Rombolà di Sant'Angelo di Gerocarne. Lo zio è stato ucciso davanti all'uscio di casa, in aperta campagna, su un terreno di sua proprietà. A sparare è stata una sola persona, ma non è escluso che all'agguato abbia partecipato qualche altro. A Dinami, a distanza di pochi chilometri dalla zona dove si è verificato l'omicidio, è stata infatti rinvenuta un'auto incendiata. Potrebbe anche essere quella utilizzata dai killer per compiere il delitto. Sotto questo profilo sono in corso verifiche da parte dei carabinieri che stanno conducendo le indagini nel massimo riserbo. Sono stati sentiti i familiari della vittima e avviate una serie di perquisizioni capillari in tutto il comprensorio.

Modalità mafiose. Ciò che è avvenuto questa mattina allarma e non poco gli inquirenti che temono il riesplodere di una nuova faida. Il territorio delle Preserre è stato già teatro di una sanguinosa guerra di mafia che ha lasciato sul campo morti e feriti negli ultimi anni. C'è dunque apprensione tra gli investigatori che stanno lavorando a ritmo serrato per trovare risposte precise ai tanti interrogatori che ruotano intorno ad un omicidio efferato ma anche dalle modalità tipicamente mafiose. La famiglia Stambè, tra l'altro, è ben conosciuta alle forze dell'ordine. Domenico Stambè aveva piccoli precedenti di polizia, uno dei figli era stato arrestato e assolto. I suoi fratelli  Angelo e Nazzareno, rispettivamente 40 e 47 anni, erano stati fermati qualche anno fa dai carabinieri del Comando provinciale di Asti a bordo di un Fiat Ducato con all'interno un vero e proprio arsenale di armi. Tutti precedenti al vaglio degli investigatori che in queste ore non tralasciano alcuna pista e non escludono quella mafiosa.

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