“The Jackal”, tre indagati fanno scena muta davanti al gip

I legali stanno valutando la possibilità di ricorrere al Tribunale della libertà  

Hanno scelto il silenzio Alessandro Bevilacqua, Stefano Bevilacqua, entrambi difesi dall’avvocato Alessandro Guerriero ed Elio Pirroncello, assistito dal legale Antonio Ludovico, accusati a vario titolo di furto aggravato, riciclaggio ed estorsione porto e detenzione di armi, ricettazione nell’ambito dell’operazione “The Jackal”, messa a segno dalla Squadra mobile di Catanzaro, coadiuvata dal reparto prevenzione crimine
“Calabria centrale di Vibo Valentia”.

L’interrogatorio. Durante l’interrogatorio di garanzia, hanno preferito non difendersi dalle ipotesi accusatorie, secondo cui avrebbero costretto i proprietari della auto rubate a sborsare un “ricatto” per tornare in possesso del mezzo sottratto con lo strumento del “cavallo di ritorno”, optando per il silenzio anche rispetto alle diverse ipotesi di furto
contestate. Tutti e tre, davanti al gip Pietro Scuteri, firmatario dell’ordinanza, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre i loro legali stanno valutando la possibilità di  ricorrere al Riesame per ottenere una misura meno afflittiva rispetto al carcere. Nel blitz sono coinvolti altri otto  indagati, per tre di loro il gip ha imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per la firma. (ga.pa.)

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