“Safety Car”, escalation criminale a Catanzaro: “Così rubavano le auto” (VIDEO)

 L’operazione dei  carabinieri è la risposta alla microcriminalità che da un anno allarma il Catanzarese.  Nella stessa direzione un avviso di conclusioni indagini della Procura

di GABRIELLA PASSARIELLO

Avevano a disposizione delle auto, luoghi dove procedere all’occultamento delle vetture rubate, facendo i turni per il latrocinio delle macchine, che avrebbero sottratto sempre con lo stesso modus operandi. “Dopo aver individuato l’utilitaria id interesse, i criminali ne forzavano l’apertura procedendo ad accensione con centralina neutra. Dopodichè i correi conducevano la vettura rubata lontano, mettendosi alla guida con il meccanismo della staffetta: il veicolo rubato e quello in uso viaggiavano l’una dopo l’altra e con l’intento mai realizzato in forza del tempestivo recupero della refurtiva da parte delle Forze dell’ordine, di estorcere denaro alla vittima”. Il gip del Tribunale di Catanzaro Giulio De Gregorio nell’ordinanza, che ha portato con l’operazione “Safety car” a venti arresti, spiega il meccanismo utilizzato dall’organizzazione criminale per rubare le auto nel giro di pochi minuti. Organizzazione che risponde non solo di associazione a delinquere finalizzato al furto e furto aggravato di auto, ma anche di undici episodi di tentato furto e furto in abitazioni ed esercizi criminali.


“Safety Car”, smantellata banda furti auto nel Catanzarese. Venti arresti (NOMI-VIDEO)

Operazione-Safety CarDue inchieste per sconfiggere la microcriminalità. Un’indagine che risale al 2005 e che ha bloccato quella escalation criminale che un anno e mezzo fa aveva creato un certo allarme sociale nel capoluogo calabrese, tra manifestazioni di piazza da parte dei cittadini che urlavano il loro dissenso contro le prevaricazioni dei criminali e interrogazioni parlamentari. Un’operazione svolta dai Carabinieri che sferza un duro colpo ai rom di Viale Isonzo, definita la zona calda di Catanzaro e che segue di pochi giorni la chiusura indagini della Procura di Catanzaro su una serie di estorsioni commesse a Catanzaro Lido, nel quartiere marinaro del capoluogo calabrese in tempi diversi, usando il metodo dell’intimidazione con l’uso delle armi, delle minacce e l’esplosione di ordigni, per ottenere in cambio denaro o immobili. “Safety car” da un lato e il 415bis vergato dai sostituti procuratori Vincenzo Capomolla e Paolo Petrolo a carico di quattro persone vanno in un’unica direzione: interrompere quella microcriminalità che a cavallo tra il 2015 e il 2016 aveva letteralmente terrorizzato la città di Catanzaro e il suo hinterland. In entrambi i provvedimenti risulta il nome di Santino Mirarchi. Nell’ordinanza componente la banda delle auto rubate, nell’avviso di conclusione indagini protagonista dell’esplosione di ordigni artigianali in alcuni esercizi commerciali.

Estorsioni ed intimidazioni a Catanzaro Lido, chiuse le indagini per 4 persone (NOMI)



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