Estorsioni ed intimidazioni a Catanzaro Lido, chiuse le indagini per 4 persone (NOMI)

In quattro sono finiti nel mirino della Procura distrettuale del capoluogo calabrese. Avrebbero minacciato con armi le loro vittime fatto deflagrare ordigni esplosivi

di GABRIELLA PASSARIELLO

Una serie di estorsioni commesse a Catanzaro Lido, nel quartiere marinaro del capoluogo calabrese in tempi diversi, usando il metodo dell’intimidazione con l’uso delle armi, delle minacce e l’esplosione di ordigni, per ottenere in cambio denaro o immobili. Comportamenti aggravati dalla mafiosità. I sostituti procuratori della Procura di Catanzaro Vincenzo Capomolla e Paolo Petrolo hanno chiuso le indagini a carico di quattro persone: Santo Mirarchi, 26 anni, Domenico Falcone, 43 anni, Antonio Giglio, 40 anni e Antonio Sacco, 19 anni.

Le ipotesi di reato contestate. Secondo le ipotesi di accusa, Falcone e Giglio in concorso tra loro, avrebbero piazzato, la notte del 6 maggio 2015, davanti la pizzeria “Momenti del Gusto” un ordigno esplosivo per farlo deflagrare, provocando danni ingenti alla struttura. I due avrebbero telefonato al proprietario del locale e con minacce avrebbero preteso in cambio gratuitamente un immobile ubicato a Roccelletta di Borgia. Il secondo episodio risale al 31 maggio 2015 ad agire sarebbero stati Mirarchi e Falcone, pretendendo prima il pagamento di una somma di denaro dai titolari dell’esercizio commerciale “Autoricambi Lasca”, poi avrebbero fatto esplodere la saracinesca del locale e come se non bastasse, quindici giorni dopo, lo stesso Mirarchi si sarebbe recato nuovamente nell’esercizio commerciale avanzando una nuova “richiesta” di denaro. Rivolgendosi al proprietario avrebbe rivolto parole del tipo: “se voleva stare tranquillo doveva darci qualcosa per Pasqua, Natale e Ferragosto… e che il denaro serviva per i detenuti”. Atti diretti in modo non equivoco, secondo le ipotesi accusatorie, a costringere i titolari dell’esercizio commerciale a versare danaro. Il terzo episodio è datato 19 maggio 2015, Mirarchi, Falcone e Giglio avrebbero piazzato un altro ordigno, facendo esplodere la saracinesca dell’esercizio commerciale “Smile contact”.

Venti giorni per difendersi dalle accuse. Adesso gli indagati, assistiti dai legali Vittoria Aversa, Valeria Maffei, Luigi Falcone e Francesco Iacopino, avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere sentiti, depositare memorie e compiere ogni atto utile per l’esercizio del diritto di difesa, prima che i contitolari del fascicolo procedano con la richiesta di rinvio a giudizio.