Processo ai Mancuso, stop alla sentenza e i boss rischiano di tornare in libertà
La Cassazione annulla con rinvio e rispedisce in Appello l'istanza di ricusazione. A fine mese scadono i termini di custodia cautelare e alcuni imputati saranno scarcerati
di MIMMO FAMULARO
Un colpo di scena dopo l'altro tra un'istanza di rimessione ed una di ricusazione. Si dilatano i tempi di conclusione del processo scaturito dall'operazione antimafia "Black Money" che si sta celebrando in primo grado al Tribunale di Vibo Valentia. Dopo due anni e mezzo di dibattimento e oltre cento udienze, i tempi non sembrano ancora maturi per arrivare alla sentenza. E intanto, dopo una decisione ed un'altra ancora della Cassazione, si avvicina la scadenza dei termini di custodia cautelare previsti entro fine mese e, più precisamente, il 27 febbraio. Se entro questa data non verrà pronunciato il verdetto, i boss della 'ndrangheta imputati in questo processo torneranno automaticamente in libertà se non detenuti per latra causa.
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La ricusazione. Una nuova puntata l'ha scritta la Corte di Cassazione che ha annullato con rinvio il verdetto con il quale la Corte d'Appello di Catanzaro aveva dichiarato inammissibile l'istanza di ricusazione di due giudici componenti del collegio presentata dagli avvocati Francesco Calabrese e Francesco Sabatino, difensori di Pantaleone Mancuso, alias "Scarpuni" (nella foto). In sostanza il presidente del Collegio Vincenza Papagno ed il giudice a latere Giovanna Taricco avrebbero già espresso giudizi nella sentenza a carico di Nunzio Manuel Callà, ritenuto il luogotenente del boss Mancuso e imputato per il tentato omicidio di Francesco Scrugli avvenuto l'11 febbraio del 2012 nell'ambito della faida tra i Patania di Stefanaconi e i "Piscopisani". Sull'istanza di ricusazione dovrà quindi ora esprimersi un'altra sezione della Corte d'Appello di Catanzaro. Nel frattempo il verdetto della Cassazione rappresenta di fatto un altro duro colpo che fa dilatare ulteriormente i tempi di conclusione del processo e slittare la sentenza. Verosimilmente, la prossima settimana il collegio giudicante non andrà in camera di consiglio e sarà costretto a sospendere tutto a tempo indeterminato, almeno fino a quando l'istanza non tornerà al vaglio dei giudici della Corte d'Appello prima ed, eventualmente, della Cassazione dopo.
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Rimessione. Proprio l'altro ieri la Corte Suprema si era espressa sull'istanza di spostamento del processo presentata dall'avvocato Francesco Stilo, difensore del boss Antonio Mancuso (nella foto), detenuto nel carcere milanese di Opera. I giudici hanno spedito gli atti alla settima sezione che nell'udienza del prossimo 7 marzo ufficializzerà l'inammissibilità dell'istanza.
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Gli imputati. Giovanni Mancuso (cl. ’40), Antonio Mancuso (cl. ’38), Giuseppe Mancuso (cl. ’77, figlio del defunto boss Pantaleone Mancuso, detto “Vetrinetta”), Damian Fialek, Antonino Castagna, Agostino Papaianni, Leonardo Cuppari, Antonio Prestia, Gaetano Muscia, Pantaleone Mancuso (detto “Scarpuni”), Nicola Castagna, Filippo Mondella, Antonio Velardo (latitante), Raffaele Corigliano, Carmela Lopreste, Giuseppe Papaianni, Francesco Buccafusca, Pantaleone Zoccali, Carmina Mazzitelli, Ottorino Ciccarelli, Alberto Caputo.
