‘Ndrangheta, operazione “Showdown 3”: tre arresti a Soverato (NOMI – VIDEO)

Le tre persone arrestate sono ritenute appartenenti alla cosca Sia-Procopio-Tripodi e accusate del reato di associazione mafiosa

Associazione mafiosa. Questo il reato contestato a Cosimo Zaffino, Massimiliano Sestito e Pietro Catanzariti le tre persone arrestate nel corso della notte i carabinieri del nucleo investigativo di Catanzaro unitamente a personale della compagnia di Soverato. Per gli inquirenti sarebbero affiliati alla cosca Sia-Procopio-Tripodi.

  • Massimiliano Sestito, di 45 anni nato a Rho (Mi) e residente a per (Mi), già detenuto, è stato riconosciuto dagli inquirenti a capo della ‘ndrina di Gagliato, ruolo che gli ha consentito, nonostante lo stato di detenzione, di decidere e dirigere attraverso il fratello Davide estorsioni nella zona di Gagliato eseguendo attentati a danno di imprenditori e di operare per il tramite del fratello Davide e di Zaffino Cosimo nel traffico di sostanza stupefacenti.
  • Cosimo Zaffina, di Chiaravalle ma residente a Gagliato di 36 anni è accusato di aver compiuto con ruolo attivo nel territorio di Gagliato atti intimidatori, in particolare incendi a scopo estorsivo. E’ ritenuto, inoltre, attivo nel campo degli stupefacenti in relazione alla coltivazione di marijuana.
  • Pietro Catanzariti, di Soverato di 49 anni è considerato dagli inquirenti parte integrante della cosca e utilizzato da questa per perpetrare atti intimidatori nell’ambito delle guardianie alle discoteche nonché per la raccolta di fondi da destinare ai detenuti e alle loro famiglie.

L’indagine ha coinvolto anche due collaboratori di giustizia, Francesco Fiorentino e Gianni Cretarola, per i quali non è stata chiesta alcuna misura cautelare. Nonostante due operazioni che avevano già smantellato la cosca Sia-Procopio-Tripodi, i soggetti collegati al clan continuavano a delinquere e ad imporre il loro controllo del territorio. Tutti i fatti ricostruiti riguardano il periodo compreso tra il 2003 e il 2015 ed avrebbero interessato il comprensorio del Soveratese, così come confermato anche dai collaboratori di giustizia.

Le indagini avrebbero anche evidenziato i contatti tra esponenti della cosca del Soveratese e il boss del Crotonese Nicolino Grande Aracri, evidenziando la capacità del clan di interloquire con l’esponente della ‘ndrangheta. Gli incontri avrebbero evidenziato sia la richiesta degli esponenti del Soveratese di effettuare raccolta di denaro per i detenuti, sia la sollecitazione al boss rispetto alla confusione nata nel comprensorio dopo gli arresti per le operazioni “Show down”, a conferma della supremazia della cosca del Crotonese. Le indagini della Dda sono state coordinate dai sostituti Vincenzo Capomolla e Graziella Viscomi, con i procuratori aggiunti Giovanni Bombardieri e Vincenzo Luberto, mentre il provvedimento di custodia cautelare e’ stato firmato dal gip Giovanna Gioia.

GUARDA LA VIDEO – INTERVISTA AL PROCURATORE VINCENZO LUBERTO

 

 



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