Gli avvocati della difesa prendono la parola e chiariscono: "L'aneurisma è solo una delle possibilità". Evidenziata dall'esame autoptico, invece, "la lacerazione della milza"

Sarà una lunga e dura battaglia legale quella tra la famiglia di Tiziana Lombardo, la trentasettenne morta all'ospedale di Vibo Valentia tre giorni dopo il parto e i medici del reparto di Ginecologia e Ostetricia attualmente iscritti nel registro degli indagati. Ieri è stata effettuata l'autopsia sul corpo della giovane mamma venuta meno dopo aver dato alla luce Giada, la sua seconda figlia. Ed oggi sono stati i legali della difesa a prendere carta e penna e scrivere una nota nella quale chiariscono il punto di vista delle famiglie Lombardo e Libertino.

Queste le parole dell'avv. Francesco Ruffa e dall'avv. Giuseppe Catalano inserite in una nota che riportiamo integralmente:

Le famiglie Libertino/Lombardo, specificano che: alla luce delle prime risultanze dell'autopsia eseguita il giorno 8 gennaio 2017, si precisa che, allo stato attuale, non è stato riscontrato alcun aneurisma dell'arteria splenica che, ad oggi, risulta solamente una
delle possibilità diagnostiche da confermare con i successivi esami istologici valutati e confrontati unitamente all'esame di tutta la documentazione sanitaria sequestrata e già in possesso dell'A.G. procedente.  Piuttosto, ai fini di una corretta ed imparziale informazione, è doveroso mettere a conoscenza degli organi di stampa, considerato l’importantissimo e delicato ruolo che rivestono in questa fase, che l'esame autoptico ha evidenziato la lacerazione della milza; la presenza di un vaso beante, la sutura della arteria gastrica ed altre particolari e delicate condizioni chirurgiche allo stato ancora da valutare. Il sig. Libertino auspica che la direzione generale dell'Azienda Ospedaliera di Vibo Valentia, considerata la gravità dei fatti accaduti, valuti (qualora lo ritenga opportuno) l’eventuale sospensione a tempo indeterminato, in via cautelativa, del personale medico presente al momento del parto della congiunta e nelle ore a cavallo del suo decesso, in quanto è convinto che il loro coinvolgimento in un'indagine così delicata, porterebbe gli stessi operatori a svolgere la propria professione privi della serenità necessaria, peculiarità imprescindibile per chi lavora nel campo sanitario.

Il sig. Libertino intende, comunque, ringraziare le due ostetriche presenti al momento del parto per la professionalità e l'umanità dimostrate, ma ci tiene a ribadire, vista la delicatezza dell'indagine in corso, che in questa fase non può escludere il coinvolgimento di tutto il personale che abbia operato nelle ore precedenti che hanno portato al decesso della congiunta. Ci tiene, inoltre, a ringraziare la Procura della Repubblica e la Questura di Vibo Valentia per la solerzia e la tempestività dimostrate nei minuti successivi al decesso e per tutto l'impegno finora profuso, con l’auspicio che possa farsi in tempi ristretti luce sul triste episodio. Essendo in corso le indagini della magistratura, né i nostri assistiti, né il nostro consulente di parte intendono rilasciare ulteriori dichiarazioni o precisazioni fino a data da destinarsi.

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