Peculato e falso ideologico i reati contestati dall’ufficio di Procura. Sette gli indagati, fra politici e dirigenti dell’ente. A giudizio pure due attuali sindaci

Il gup del Tribunale di Vibo Valentia, Lorenzo Barracco, ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di sette indagati nell’inchiesta sui presunti fondi illegittimi ai gruppi consiliari della Provincia. Il processo inizierà il 28 febbraio prossimo.

de-nisi

Rinviati a giudizio: Francesco De Nisi (in foto a sinistra), ex presidente della provincia di Vibo Valentia; Giuseppe Barilaro, ex presidente del Consiglio provinciale di Vibo ed attuale sindaco di Acquaro; Giuseppe Condello, ex consigliere provinciale ed attuale sindaco di San Nicola da Crissa; Giuseppe Raffele, ex consigliere provinciale, già consigliere comunale a Serra San Bruno e candidato alla presidenza della Provincia nel settembre del 2014 in quota Udc e non eletto; Carlo Brosio, ex consigliere provinciale; Antonio Vinci, ex dirigente della Provincia di Vibo; Armanda De Sossi, ex dirigente della Provincia di Vibo.

 

Antonio Vinci

Peculato e falso ideologico i reati contestati dalla Procura che aveva avanzato una richiesta di rinvio a giudizio già dal luglio 2015. Nei confronti di Raffele, Barilaro, Condello, Brosio e Vinci, la Procura contesta pure il reato di falso ideologico per aver “falsamente attestato”, secondo l’accusa, la quantificazione nel 2010 di fondi assegnati ai gruppi consiliari per 73 mila euro. Somma di cui tutti gli indagati (e da qui l’accusa di peculato) avrebbero agevolato l’appropriazione da parte degli effettivi beneficiari dei fondi. Nel corso dell’udienza preliminare hanno discusso gli avvocati Giuseppe Di Renzo, Pino Altieri, che unitamente ad Antonio Barilaro, Domenico Colaci e Gaetano Scalamogna difendono gli indagati. (red 2)