'Ndrangheta: Mantella, l'agguato fallito ai lametini e il chiarimento con Vallelunga
Il pentito ha deposto in videoconferenza al processo Andromeda sul tentativo andato a vuoto di uccidere Gennaro Pulice e Bruno Gagliardi
Da Vibo a Lamezia, lungo una direttrice controllata per anni dagli elementi di spicco del crimine organizzato. E sulla quale si sono sviluppate le dinamiche 'ndranghetiste che hanno associato e contrapposto le cosche di un territorio a cavallo tra due province. Ad esaudire gli appetiti della malavita organizzata killer spavaldi e pronti a seminare terrore e morte. Un territorio dove gli agguati andati a segno e quelli falliti hanno scardinato equilibri non facili da "risistemare". La conferma è arrivata dalle dichiarazioni del pentito Andrea Mantella che ieri, al processo Andromeda, ha deposto in video-conferenza al processo che si sta tenendo nell'aula del Tribunale di Catanzaro contro le famiglie Iannazzo, Cannizzaro e Daponte.
Duplice omicidio fallito. E dopo aver ripercorso, con un rapido flashback, la propria carriera criminale, "A Guscia", così come viene soprannominato, si è espresso, al cospetto del Gup Gaetano De Gregorio, su una delle sue più "sfortunate" trasferte lametine. E ha ricordato che nel 2004 i Giampà venne chiamato dai Giampà per uno di quei servizi ai quali non era solito sottrarsi con una mission ben precisa: uccidere Gennaro Pulice, braccio armato della famiglia "Cannizzaro" e Bruno Gagliardi, esponente del clan Iannazzo. Ha raccontato, Mantella, di essere giunto armato in città e di aver puntato dritto su un'Audi A3 sulla quale viaggiavano le vittime predestinate. Ma una donna, intimorita, avrebbe dato l'allarme. E l'agguato non andò a segno.
L'incontro con Vallelunga e Daponte. Negli ambienti criminali, la notizia divenne subito di dominio "pubblico". Tanto che Gino Daponte, come riferito sempre da Mantella, sarebbe andato a trovarlo a Vibo. E insieme si sarebbero recati ad incontrare il boss Damiano Vallelunga, alleato storico dei Iannazzo. Inevitabile la rinuncia al blitz su Lamezia da parte dei vibonesi. "Vallelunga - ha detto Mantella - per noi era il papa della 'ndrangheta ed era uno storico alleato dei Iannazzo".
Rito abbreviato. Nel processo che si sta tenendo davanti al Gup di Catanzaro, in 39 hanno scelto il rito abbreviato. Tutti presunti affiliati al clan Iannazzo-Cannizzaro-Daponte. Tra gli imputati anche Gennaro Pulice, Pietro paolo Stranges e Matteo Vescio che nel frattempo sono diventati collaboratori di giustizia. (t.f.)
