'Ndrangheta, operazione "Borderland": l'elenco dei beni sequestrati. C'è anche un maneggio
Attraverso delle società di servizi i Trapasso avrebbero monopolizzato le attività di manutenzione e ristorazione interna ai villaggi turistici della zona
Raffica di arresti, ma anche un lungo elenco di beni mobili ed immobili sequestrati. Oltre a smantellare quella che gli inquirenti ritengono la potente e pericolosa cosca di 'ndrangheta che fa capo alla famiglia Trapasso, egemone nel territorio di confine tra le province di Catanzaro e Crotone, collegata a quella dei Tropea, l'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia guidata da Nicola Gratteri, colpisce i clan coinvolti nel cuore dei loro interessi.
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Sequestro di beni. Parallelamente alla esecuzione delle misure cautelari personali, con particolare riguardo ai reati contestati in materia di intestazione fittizia di beni, la Procura ha emesso un provvedimento urgente di sequestro di diverse società ed imprese ritenute lo strumento delle attività illecite della stessa cosca o l’oggetto di interposizioni fittizie dei sodali.
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L'elenco. Il sequestro, eseguito dagli uomini della Divisione Polizia Anticrimine di Catanzaro e dagli specialisti in indagini patrimoniali del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, ha riguardato, fra l’altro, un esercizio ricettivo, un maneggio ed una società per la distribuzione di slot machine e, in particolare, le società di servizi attraverso le quali la cosca controllava di fatto la gestione delle attività interne ad importanti villaggi turistici della zona, monopolizzando le attività di manutenzione e ristorazione, le forniture di generi alimentari e pesantemente condizionando ogni tipo di servizio.
1) Totalità delle quote societarie della IEAC f.lli Talarico srl, amministratore unico Pasquale Talarico, con sede legale a Cropani
2) Totalità delle quote societarie della A&G srl, amministratore unico Maria Teresa Sinopoli, con sede legale a Cropani
3) Totalità delle quote societarie della Global Service di Domenico Iaquinta, con sede legale a Cropani
4) Impresa individuale di Pezzano Monica con sede legale a Catanzaro
5) Bar denominato "Il Fortino di zio Tommy" a San Leonardo di Cutro, presidente Domenico Falcone, di fatto riconducibile - secondo gli investigatori - a Giovanni, Leonardo e Tommaso Trapasso.
6) Maneggio denominato "Scuderia Le Palmare", ubicato a Steccato di Cutro all'interno della azienda agricola di Filomena Muto, formale responsabile Riadh Ben Salah, gestito da Salvatore Scandale e, per gli investigatori, riconducibile a Giovanni Trapasso.
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