La Corte Costituzionale ha deciso: Wanda Ferro in Consiglio regionale
I giudici dichiarano incostituzionale la legge elettorale calabrese nelle parte in cui non viene prevista l’elezione in Consiglio del miglior candidato perdente alla presidenza della Regione
Wanda Ferro entra in Consiglio regionale. La Corte Costituzionale (presidente Paolo Grossi, redattore Giuliano Amato, cancelliere Roberto Milana) ha infatti dichiarato l'illegittimità dell'articolo 1 della legge elettorale della Calabria nella parte in cui escludeva dall'elezione a palazzo Campanella il miglior candidato a presidente sconfitto.
L'iter giudiziario. Aspirante governatore per il centrodestra nel novembre 2014, la Ferro non si candidò come consigliere restando, in base alla nuova legge elettorale regionale approvata dopo le dimissioni di Giuseppe Scopelliti, fuori dall'Assemblea. Ad investire la Corte Costituzionale era stato il Tar Calabria cui Wanda Ferro si era immediatamente rivolta chiedendo di essere ammessa, al posto del candidato eletto col minor numero di voti delle liste di Fi, Cdl e Fdi.
Illegittimità. La nuova legge calabrese aveva soppresso il riferimento all'art. 5 della legge costituzionale 1/99 che, in via transitoria, prevede, l'elezione a consigliere del miglior perdente alla carica di presidente della giunta regionale. Wanda Ferro ha eccepito che la legge calabrese è stata approvata il 12 settembre 2014, quando il Consiglio regionale era in regime di "prorogatio" per le dimissioni di Giuseppe Scopelliti, rassegnate il 29 aprile e comunicate il 3 giugno. La sentenza è stata emessa il 19 ottobre scorso e depositata oggi in cancelleria.
E adesso? A due anni esatti dalle elezioni regionali, Wanda Ferro vince la sua battaglia. Adesso si aprono le ipotesi su quale sarà il consigliere regionale che dovrà lasciare il posto all'ex presidente della Provincia di Catanzaro, da oggi ufficialmente nuovo consigliere regionale in quota centrodestra. Già, ma chi dovrà fare spazio a Wanda? Due i maggiori indiziati: il cosentino Ennio Morrone, eletto in quota Forza Italia nella circoscrizione di Cosenza, o il vibonese Giuseppe Mangialavori, entrato a palazzo Campanella con la Casa delle Libertà.
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