Lavori a Pizzo senza autorizzazioni, ecco chi sono gli indagati (NOMI)
Nel "mirino" della Procura e dei carabinieri i lavori in un residence ed in località "Ponte di ferro". Indagati anche due dirigenti comunali
Avrebbero realizzato una spiaggia privata con l'apposizione di rocce prelevate dalla costa e realizzato una piscina il cui scarico sfociava direttamente a mare, oltre ad un campo da tennis. Sono sei gli indagati dell'inchiesta coordinata dal pm della Procura di Vibo Valentia, Filomena Aliberti, e condotta sul campo dai carabinieri della Stazione di Pizzo Calabro diretti dal maresciallo Paolo Fiorello. All'amministratore unico della società "Cts spa Costruzioni turistiche Sud", Armando Fiumara, 91 anni, di Pizzo, viene contestato di aver effettuato uno scarico abusivo di acque reflue industriali prodotte da un'attività ricettiva gestita dalla medesima società, senza le dovute autorizzazioni.

Allo stesso Armando Fiumara ed Maurizio Fiumara, 60 anni, di Pizzo, direttore dei lavori, viene poi contestato di aver realizzato a Pizzo nel residence "Pietre Bianche", in zona sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale in quanto compresa nei 300 metri dalla linea della battigia, ed in assenza del prescritto titolo abilitativo e della necessaria autorizzazione paesaggistica, una piscina, un locale tecnico seminterrato, un pozzetto per lo scarico, e la livellazione di un terreno senza peraltro - secondo l'accusa - aver fatto previa denuncia allo Sportello Unico. Fatto di reato accertato il 3 agosto 2015.
Ai due Fiumara ed a Silvano Belvedere, 51 anni, di Pizzo, legale rappresentante della società "Edil.Ter", e Adriano Belvedere, 58 anni, di Pizzo, legale rappresentante della società "Edil.Ter" viene invece contestato di aver realizzato sul tratto di spiaggia di località "Ponte di ferro" a Pizzo, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale, in sostanziale assenza della prescritta autorizzazione paesaggistica e, ad avviso dell'accusa, senza titolo abilitativo, lavori di rimozione dei massi depositati sulla spiaggia e collocazione degli stessi in corrispondenza della restante scogliera artificiale e deposito di sabbia sulla spiaggetta mediante drenaggio e pompaggio dei fondali antistanti. Anche in questo caso viene contestata la mancanza di denuncia allo Sportello Unico. Agli stessi viene anche contestato il reato di deturpamento di bellezze naturali in quanto la zona soggetta ai lavori rientra fra quelle a speciale protezione dell'autorità.

Armando Fiumara e Giuseppe Romano, 61 anni, di Vibo Valentia, responsabile pro tempore del settore Urbanistica ed Ambiente del Comune di Pizzo sono invece accusati del reato di concorso in abuso d'ufficio per la contestata assenza del parere della competente Soprintendenza della Calabria.
Infine, stesso reato - concorso in abuso d'ufficio - viene contestato pure ad Armando Fiumara ed all'architetto Maria Alfonsina Stuppia, 51 anni, di Vibo Valentia, responsabile pro tempore del settore Urbanistica e Ambiente del Comune di Pizzo. Anche in questo caso viene contestata l'assenza del parere della competente Soprintendenza della Calabria con il conseguente "ingiusto vantaggio patrimoniale" per la "C.T.S." ed il corrispondente danno all'ambiente ed al paesaggio.
Tutti gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere al pm di essere interrogati o presentare eventuali memoria difensive attraverso i rispettivi avvocati. (g.b.)
