Nuova udienza del processo al clan Mancuso a Vibo Valentia. Il Tribunale invitato dagli avvocati ad astenersi. L'opposizione del pm Marisa Manzini: "Richieste infondate"

Nuova "puntata" del processo ai Mancuso scaturito dalla cosiddetta operazione "Black money". Questa mattina nel palazzo di Giustizia di via Lacquari si è tenuta una nuova udienza. Gli avvocati Francesco Sabatino e Francesco Calabrese, difensori del boss Panteleone Mancuso, alias Scarpuni, hanno presentato un'istanza di ricusazione del Collegio basata sul presupposto che due giudici (Vincenza Papagno e Giovanna Taricco) hanno già giudicato e condannato in altro processo Nunzio Manuel Callà per il tentato omicidio di Francesco Scrugli. In particolare nelle motivazioni della sentenza, Callà viene ritenuto come il braccio destro proprio di Pantaleone Mancuso. Da qui - secondo quanto sostenuto dagli avvocati - vi sarebbe una sorta di anticipazione del giudizio nei confronti dell'imputato, Pantaleone Mancuso, alias "Scarpuni". Sabatino ha quindi invitato i giudici a chiedere al presidente del Tribunale di Vibo, Alberto Filardo, l'autorizzazione ad astenersi dalla prosecuzione del processo.

Pantaleone Mancuso

Richiesta di rimessione. E' toccato poi all'avvocato Giuseppe Di Renzo prendere la parola ed avanzare un anticipo di richiesta di rimessione del processo. Una richiesta alla quale si sono associati tutti gli altri avvocati delle difese, ad eccezione dell'avvocato Francesco Stilo, legale di Antonio Mancuso. Secondo l'avvocato Di Renzo e gli altri avvocati "quanto riportato da alcuni organi di stampa dopo deposizione del collaboratore di giustizia Andrea Mantella e la circostanza che alcuni giornali riferiscono di un'ispezione ministeriale nei confronti del Collegio rendono il clima particolarmente teso". Per le difese, insomma, ci potrebbe essere la mancanza di serenità da parte del Tribunale a giudicare gli imputati. "Si tratta - dichiara in aula l'avvocato Di Renzo - di un'inaccettabile clima di tensione che rende necessaria l'astensione dei giudici dal trattare questo processo".

manziniL'opposizione del pm. Alle richieste avanzate dalle difese si è opposto il pubblico ministero Marisa Manzini che, in particolare, sull'eventuale rimessione del processo ha affermato: "Io non ho conoscenza di alcun intervento del Ministero della Giustizia in ordine ad un'ispezione del Tribunale e per questo ritengo la richiesta formulata dagli avvocati infondata". (g. b.)