Pd, Puccio replica a Soriano: "Amarezza comprensibile, ma Magorno non è capro espiatorio"
Il dibattito è aperto. Ciascuno esprime la sua posizione. L'unità degli intenti è chiaramente un miraggio anche tra correnti pronte a votare quasi tutte Si al referendum. Ma per Giovanni Puccio a Vibo Valentia non esistono due Pd. L'esponente della segreteria regionale ritorna sulle considerazioni di Michele Soriano che ieri aveva lanciato strali pesanti all'indirizzo di Ernesto Magorno. E precisa: "Non metto in discussione la legittimità di esprimere posizioni così aspre. Tuttavia, l’attacco personale al segretario Regionale evidenzia una sofferenza contraddittoria che rasenta il rancore. Sentimento legittimo ma distorsivo che non ha alcun appiglio sulla dinamica dei fatti".
L'assemblea provinciale. "Il congresso di federazione - prosegue Puccio - è stato deliberato dalla Segreteria nazionale per far fronte ad una vacatio non più rinviabile. Una parte del gruppo dirigente per ragioni che non sono state sufficienti a far cambiare l’indirizzo deciso ha assunto una posizione “aventiniana” di non partecipazione. E’ comprensibile l’amarezza di chi non ha partecipato, ma il Segretario regionale non può diventare il capro espiatorio che copre una difficoltà che esiste non da oggi nella provincia di Vibo Valentia".
Attenzione agli iscritti. "E allora la critica stessa perde di credibilità quando di fronte all’esercizio del potere sovrano che è riconosciuto ad ogni iscritto si pensa di far valere il proprio dissenso rinunciando al principio di partecipazione. Tale rinuncia per quanto ci compete non viene declinata in modo ritorsivo. Non diciamo che la colpa la merita chi non ha partecipato. Così come non è accettabile un comportamento che scarica agli altri responsabilità proprie".
Il referendum. "Il segretario regionale e il gruppo dirigente regionale in modo unanime lavorano per oltrepassare una fase delicata, per concentrare l’azione sul tema posto dal referendum. Penso che questo sia il terreno più congeniale sul quale si possono trovare le motivazioni vere di un profilo unitario cha ha già avuto modo di esprimersi e che occorre tradurlo in un impegno comune. Oltre la data del referendum si entrerà nel vivo della prospettiva congressuale ma è bene già fin da adesso operare con i comitati del si per promuovere un libero e proficuo dibattito. Un confronto democratico che potrà essere utile anche per alimentare un terreno unitario sul quale aggregare il gruppo dirigente vibonese".
